Articoli marcati con tag ‘pal 2.0’
Case history di pubbliche amministrazioni 2.0
Di seguito vorrei descrivere i comuni che maggiormente hanno colpito la mia attenzione durante un analisi pre elettorale delle soluzioni PAL 2.0 già presenti sul web.
Il comune di Torino ha da poco messo a disposizione dell’utenza diverse funzionalità 2.0, tra le quali troviamo:
- CambiaTO: un servizio di personalizzazione dei contenuti molto simile ad iGoogle che consente di aggregare in una sola pagina le informazioni desiderate, prelevate dal portale della città di Torino e altri siti. Il servizio è reso inoltre efficace dalla possibilità di gestione di blocchi tematici, che consentono l’accesso diretto alle singole aree di interesse (meteo, giovani, ambiente e numerose altre).
- TorinoFacile: Gli utenti posso fruire dei servizi online (autocertificazione, inoltro di denunce, pratiche, reclami, pagamento di tributi, multe, oneri, prenotazione di appuntamenti agli sportelli comunali abilitati, accesso a banche dati) autenticandosi tramite certificato digitale, carta elettronica o perfino attraverso webcam con lettura automatica del codice a barre presente sulla carta TorinoFacilissima.
- Widget della città di Torino: (contenenti informazioni di viabilità, curiosità, meteo, … ) integrabili su pagine personalizzate come iGoogle, Netvibes, Windows Live e in futuro anche su Facebook, Linkedin e altri social network.
- TaggaTO: un servizio di social bookmarking applicato ai servizi e alla pagine presenti sui siti dell’Amministrazione Comunale. Gli utenti registrati sul portale dei servizi Torinofacile possono contrassegnare, tramite tag personali, le pagine ritenute utili e interessanti, soprattutto per una successiva ricerca personalizzata.
- StampaTO: un sistema di aggregazione dei contenuti RSS della Città pensato espressamente per la stampa: un vero e proprio giornale personalizzato da comporre e stampare prima di uscire dall’ufficio, i cui contenuti sono aggregati direttamente dall’utente tramite flussi RSS.
- MappaTO: una personalizzazione delle mappe Google, in cui è possibile indicare i punti di interesse, percorsi e aree scelte dall’utente. Le mappe possono essere private, pubbliche, e rese modificabili da tutti gli utenti iscritti. La visualizzazione delle mappe di MappaTo è pubblica, mentre per la loro creazione occorre l’identificativo digitale Torinofacile.
- SegnalaTO: un servizio che consente di inviare agli uffici competenti della Città una segnalazione o un suggerimento circa eventuali disservizi e problemi relativi alle targhe viarie documentandolo con una immagine digitale tramite PC o telefono cellulare (MMS). Il servizio sarà esteso in futuro anche ad altri tipi di segnalazioni.
Il comune di Torino è inoltre presente sui principali social network quali Facebook, YouTube, Twitter.
Anche il comune di Venezia ha attuato un processo di trasformazione della propria dimensione web. E’ infatti in corso la creazione di diversi servizi (alcuni già attivi, altri in fase di costruzione) che vertono al miglioramento della performance della P.A., all’innovazione nei servizi per cittadini e imprese e nelle tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni. Il progetto è stato denominato “Amministrare 2.0” e comprende diversi sottoprogetti come ad esempio:
- “//venice >connected”: ovvero la realizzazione di una rete di proprietà del comune in fibra ottica e wi-fi nelle aree di Venezia, Mestre e isole, per favorire l’accesso alla rete non solo ai 270.000 residenti, ma anche ai circa 20 milioni di turisti che ogni anno giungono in città. L’obiettivo è quello, innanzi tutto, di ridurre il digital divide, creando la possibilità di un accesso alla rete a basso costo per tutti, e in particolare per i giovani. Accanto ai tradizionali servizi di rete, tramite wi-fi, sarà possibile estendere al territorio di Venezia il VOIP come sistema di comunicazione, a partire dall’Amministrazione Comunale e dalle Aziende Pubbliche. Tra le possibilità offerte dalla nuova infrastruttura di rete, uno dei punti forti è sicuramente quello di valorizzare le esperienze di qualità nel settore turistico, grazie ad un’integrazione con la carta cittadina di trasporto.
- I.R.I.S.: (Internet reporting information system, traduzione italiana della versione inglese Fix my street), il servizio per la segnalazione dei bisogni e dei disservizi relativi alla manutenzione urbana, già in sperimentazione e pronto per essere diffuso alle strutture comunali.
- estensione del VOIP a tutti gli uffici comunali
- dematerializzazione della carta all’interno dell’amministrazione e con le principali società controllate.
- diffusione dell’Open Source e dei sistemi di video conferenza per ridurre i tempi di spostamento da un ufficio all’altro.
- La possibilità, per tutte le scuole, di essere connesse in rete, grazie alla dotazione di una postazione connessa con la rete comunale che permetta la comunicazione con le amministrazioni direttamente via VOIP e posta elettronica, eliminando tutte le produzioni cartacee che in parte, ancora oggi, vengono prodotte. In questo modo gli insegnanti potranno consultare i propri cedolini on-line e connettersi alla propria intranet personale come fanno i colleghi in ufficio, senza alcun costo aggiuntivo per l’amministrazione.
Il comune di Venezia vorrebbe dimostrare, con questo progetto, che le innovazioni si possono realizzare anche senza un’ “imposizione” legislativa, con la volontà e la partecipazione delle persone che credono nel cambiamento. Quest’esperienza è destinata ad aver successo, o almeno ce lo si augura, perché non nasce dalla burocrazia o da rinnovati stereotipi comunque ormai superati, ma è il frutto della ricerca più innovativa, propria delle aziende private e così ancora troppo spesso lontana “dal pensare e dal fare ” pubblico.
E-democracy, e-government: la politica è 2.0?
E-democracy ed e-government stanno diventanto due componenti fondamentali per la cittadinanza nella società dell’informazione.
Le politiche per agevolare il processo di riorganizzazione e innovazione delle pubbliche amministrazioni, che va sotto il nome di e-government, si stanno sviluppando in tutti i paesi con l’obiettivo di promuovere una società dell’informazione inclusiva, i cui benefici sociali ed economici possano essere allargati a tutti. In questa chiave si sta cercando di intervenire sul problema delle pre-condizioni della partecipazione dei cittadini alla società dell’informazione, contrastando il divario digitale (digital divide), ad esempio attraverso misure per favorire l’accesso telematico ai servizi e ad un’informazione chiara, pertinente e tempestiva sull’attività delle istituzioni.
Il problema di rafforzare la partecipazione dei cittadini alla vita delle istituzioni, in un quadro sociale profondamente mutato dalla rivoluzione tecnologica, è una parte integrante di questo processo di innovazione, ancora da affrontare.
Le istituzioni politiche non sono chiamate solo a rispondere alle sfide dell’efficienza amministrativa, ma anche a quelle generate dall’ insufficienza dei canali tradizionali della mediazione della domanda politica. Ciò avviene in coincidenza con l’affermarsi di una nuova dimensione del governo democratico, la governance, che prevede l’intensificarsi delle relazioni, di confronto e cooperazione, fra attori pubblici e privati. Una partecipazione dei cittadini, in veste di attori individuali ed associativi, culturali, sociali e produttivi, più ampia (per bacino di soggetti coinvolti) ed estesa (per tematiche ed estensione temporale)
Così come il concetto di democrazia, anche il concetto di e-democracy, nella sua accezione più ampia, si articola in diverse dimensioni:
- la dimensione dell’inclusione sociale, pre-condizione essenziale, che nel caso specifico dell’e-democracy si traduce in inclusione nella società dell’ informazione (è necessario contrastare il digital divide, con riferimento all’accesso alle infrastrutture, ai servizi, agli strumenti culturali adeguati);
- la dimensione dell’accesso all’informazione, con particolare riferimento a quella prodotta dai soggetti pubblici (il richiamo è alla trasparenza dei processi decisionali politici in democrazia e, quindi, alla possibilità di esprimere un consenso informato e di esercitare un controllo democratico sull’operato delle istituzioni);
- la dimensione dell’accesso alla sfera pubblica, quindi l’effettiva possibilità di produrre informazione e partecipare alla formazione delle opinioni, di dialogare fra cittadini e con le istituzioni, in un confronto aperto fra attori sociali, politici e istituzionali;
- la dimensione elettorale, quindi l’elettorato passivo ed attivo, i processi elettorali di selezione della classe politica e di formazione dei governi e/o delle assemblee rappresentative, con particolare attenzione al processo di voto, meccanismo di scelta alla base del modello di democrazia rappresentativa; sono in quest’ambito possibili innovazioni riguardanti le modalità di selezione delle candidature e di formazione delle liste elettorali, le modalità tecniche della votazione (voto a distanza, noto come e-vote o voto elettronico), le modalità di voto (voto graduato/ordinato per liste e candidati, voto segmentato per ambito di policy, ecc.);
- la dimensione dell’iniziativa diretta da parte dei cittadini, laddove sono previsti istituti giuridici specifici (ad esempio referendum, proposte di iniziativa popolare, ecc.), e forme spontanee rappresentate da petizioni, appelli, costituzione di gruppi informali e associazioni;
- la dimensione del coinvolgimento dei cittadini e delle loro forme associative in specifici processi decisionali (ad esempio tavoli locali di concertazione delle politiche di sviluppo locale, Agenda 21, patti territoriali, urbanistica partecipata, bilancio partecipativo, piano dei tempi, piano del traffico, piano dei rifiuti, piano sanitario, ecc.).
La partecipazione dei cittadini alla vita delle istituzioni democratiche può quindi essere favorita intervenendo su più versanti, a partire dalle pre-condizioni della partecipazione (accesso all’informazione, inclusione sociale, elettorato passivo ed attivo, iniziativa diretta), passando attraverso varie forme di consultazione dei cittadini nel corso dei processi di decisione, fino al coinvolgimento nella fase finale dei processi decisionali.
Cittadini, PAL web 2.0: partecipazione come parola chiave
L’uso dell’ICT (information, communication technology), a sostegno della partecipazione dei cittadini alla vita delle istituzioni (e-democracy), è un campo di applicazione delle nuove tecnologie ancora poco sviluppato, ma sul quale negli ultimi anni è fortemente cresciuto l’interesse tanto dei governi nazionali e degli organismi internazionali, quanto delle comunità locali.
Questo versante di sperimentazione, in Italia, è stato sostenuto principalmente dagli sforzi di alcuni pionieri, amministrazioni locali e associazioni di cittadini.
Oggi la promozione dell’e-democracy è un elemento qualificante delle politiche nazionali per l’e-government, in linea con gli sviluppi europei; costituisce un’occasione preziosa per accrescere la centralità del tema nell’agenda pubblica, focalizzare e dare slancio all’iniziativa locale.
Su questo terreno si possono incontrare due parallele spinte innovative:
- da un lato, la necessità di un adattamento del modo di operare delle istituzioni democratiche nel nuovo contesto sociale, con un maggior coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali;
- dall’altro, le opportunità offerte dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione per mantenere aperto un dialogo costante con i cittadini.
In un rapporto OCSE del 2001, ancora attuale per quanto riguarda i concetti chiave, erano stati individuati tre livelli di coinvolgimento, in un certo senso “evolutivi”, dei cittadini:
- Informazione: una relazione one-way, in cui il governo pubblica e rilascia contenuti e i cittadini ne usufruiscono “passivamente”.
- Consultazione: in questo caso la relazione è “two-ways”: i cittadini sono in grado di rispondere con un “feedback” alla pubblicazione dei documenti, esprimendo opinioni e richieste esplicite.
- Partecipazione attiva: in questo contesto i cittadini la relazione è di diretta collaborazione con il governo, in modo che i cittadini possano esere coinvolti attivamente nel processo decisionale proponendo soluzioni o avviando discussioni e dibattiti.
E’ proprio su questo ultimo piano che le pubbliche amministrazioni dovranno fondare i loro progetti 2.0, garantendo la massima trasparenza e comunicazione tra cittadini e autorità locali.