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Come sopravvivere ed investire in tempo di crisi…

Ebbene, una domanda che ci assila quotidianamente. In tempo di crisi, come si può sopravvivere ed investire allo stesso tempo, senza avere una grande storia aziendale, ed essento giovani e poco affermati.

La risposta classica sarebbe: ” E’ impossibile “. Ma non è così. Buona volontà, un po di sacrificio e si può vivere ed investire sull’innovazione allo stesso tempo.

Mi ritrovo a 27 anni a guidare il brand Prodotti Multimediali (www.prodottimultimediali.eu) da diversi anni, ma in realtà è solo un anno e poco più, dopo la fine dell’università che posso dire di aver concentrato i miei sforzi in maniera totale nel mondo del business legato al web. Prodotti multimediali è nato nel 2000, ed inizialmente ha cominciato l’approdo nel mondo business nel settore del web, del marketing e del multimedia. Negli anni, i servizi sono cambiati, si sono evoluti, è stata prima inserita, e poi ultimamente tralasciata la comunicazione tradizionale. Ora siamo arrivati ad una svolta, credo di poter dire con certezza che questa crisi stia facendo da setaccio di tutte le realtà economiche che non sono competitive o che stavano in piedi solo trascinate da un mercato sempre florido che da frutti per tutti. Bene, Prodotti Multimediali, da un anno a questa parte, si è concentrata su un evoluzione fisiologica dei servizi buttandosi solo sul web, eliminando completamente la comunicazione tradizionale ed in buona parte il multimedia classico. Come fare evolvere i servizi web?

In primis abbia diviso i servizi e prodotti offerti in due tronconi, quelli di base (in somma quelli che fanno base solidi) e quelli sperimentali (quelli su cui il margine è ridotto, ma che danno nuovi expertise interni e garantiscono innovazione e continuità).

I servizi base sono essenzialmente quelli legati alla realizzazione di siti web e la gestione di campagne di posizionamento sui motori di ricerca. Bene, questo oramai è diventato un servizio unico, ogni prodotto realizzato, viene fatto seguendo procedure e strutture di codici conformi alle convenzioni W3C su HTML e CSS, ed ogni sito web viene fatto attraverso moduli e disegni di progetto SEO friendly. I siti web realizzati oramai sono quasi tutti costruiti su CMS open source come Joomla (utilizzato per siti più semplici e meno customizzati) e Drupal (su cui posso dire che abbiamo un ottimo expertise interno ed una rete di contatti globale davvero forte). Amiamo però continuare ad investire sulla stesura di nuovi moduli o componenti proprietari, in modo da poter ad offrire, in maniera seriale, ma totalmente customizzabile sempre più funzionalità ai clienti, mantenendo i costi di realizzazione, nonchè i tempi, molto competivi.

Tutto ciò che era il classico web marketing, legato al mail marketing o simili, si è evoluto verso ad un marketing meno convenzionale (marketing non convenzionale mi pare un termine fermo nel tempo, le convenzioni cambiano…). Perciò si è investito sullo studio di nuove tipologie di marketing e dinamiche legate al 2.0 (Ho frequentato un interessantissimo master di Cofimp Bologna, ” Move to enterprise 2.0 “, che consiglio ampiamente a chiunque è interessato di approfondire tematiche legate al 2.0, e chiunque abbia voglia di creare ottime sinergie con professionisti ed aziende del settore in Italia. Perciò vai di social network, di buzz marketing (word of mouth, ovvero passaparola) etc…

Bene, e di questo ci si vive, o meglio, di questi tempi soppravive. Perchè, almeno qui a Modena, per fatturare si fattura, ma ci si trova coinvolti in questo enorme problema della liquidità. Sono sempre più le aziende che falliscono con un ottimo fatturato, perchè non riescono a reperire con tempistiche buone la liquidità…Beh, per cercare di sopravvivere a questo è importante fare politiche di selezione delle commesse, di proceduralizzazione degli anticipi ad accettazione preventivo, e di utilizzo e di formalizzazione dei contratti.

E su cosa si può investire nel mondo internet? Beh, mettiamo in conto che stiate soppravivendo (o mi aguro per voi vivendo, magari sorseggiando un martini sulla vostra barca), e questo è già un ottima condizione di partenza, è possibile investire in nuovi progetti. Per partire ad investire sul web, su progetti innovativi, bisogna avere diverse prerogative:

  1. Avere idee
  2. Avere competenze interne
  3. Conoscere il mercato
  4. Crearsi un network

Ritengo questi siano i quattro capisaldi dell’investire sull’innovazione nel mondo del web in questo momento storico. Concentriamoci sul punto numero tre. Conoscere il mercato, è fondamentale, ma ancora più è importante capire quali dinamiche lo regolano, quali bisogni stanno nascendo e di conseguenza verso che strada sta muovendosi il mercato stesso. Personalmente, dopo il master di cui vi ho parlato, ho cominciato ad investire molto sul mobile, e sul web 2.0 legato alla PAL (pubblica amministrazione locale).

Un primo progetto, legato al mobile è già partito. Si tratta di una business partnership chiamata MITAPP (Mobile innovation technology applications). www.mitapp.com Questo è un mercato che sicuramente si sta evolvendo sempre più e che in prospettiva darà molto lavoro e ottime prospettive di guadagno per chi saprà essere sul pezzo usciti da questa crisi.

Per parlarvi invece di un bel progetto che sto seguendo, legato al web 2.0 e alla PAL, aspetterò ancora un poco, in modo da potervi far vedere qualcosa di interessante.

Questo per dirvi che se avete una base finanziaria solida, e riuscite ad organizzare una politica molto slim di innovazione (utilizzando magari politiche di crowdsourcing, di business partnership etc…) potete, o meglio dovete, se non volete rimanere al palo, investire investire ed investire. Quando l’economia è ferma, il migliore modo di tornare a farla ripartire, è capire come muovere il motore in maniera differente.

Non scordiamoci che la parola ” crisi ” 危機 è formata da due ideogrammi. Il primo indica il pericolo, il secondo l’opportunità

Think big. Play web. Bye

Verso il mobile: possibili scenari

Negli ultimi mesi si fa tanto di parlare del futuro del mobile. Iphone, Google Phone, e smartphone sono già beni di consumo diffusissimi in tanti paesi esteri, uno su tutti gli Stati Uniti. (Questi sono ad esempio i dati di crescita delle vendite di Iphone http://www.storiediapple.it/le-vendite-delliphone-sino-ad-oggi.html). Ma quale è il vero valore aggiunto di un dispositivo mobile avanzato che dispone di GPS, wireless, sensori di vario tipo (accelerometro, touch screen, sensore di luce etc..)? Sicuramente può derivarne un interessante panorama di applicazioni mobile avendo la possibilità di essere sempre connessi con la rete internet. Bene, questo è la normalità in quasi la totalità degli stati industrializzati in giro per il mondo, ma purtroppo, a causa di legislazioni antiquate (obbligo di presentare un documento di riconoscimento per ogni tipologia di connessione wireless a rete internet pubblica) e diverse visioni future sulla connettività mobile, (investimenti su collegamenti dati per mobile diversi da quello del wimax o della wireless pubblica) non è così in Italia. Inoltre i costi alti di pacchetti dati da parte delle TELCO italiane hanno limitato e di molto lo sviluppo di applicazioni mobile che lavorano con la rete internet in italia, ma negli Stati Uniti ad esempio, non è così, e lo store dell’Apple si ritrova invece invaso da applicazioni mobile che colloquiano con la rete. Le più interessanti, sono certamente quelle geolocalizzate che sfruttano il posizionamento GPS e dati provenienti da internet per creare delle vere e proprie applicazioni geo / tempo localizzate. Per la comunità di sviluppatori su mobile italiana risulta perciò molto più interessante progettare applicazioni globali, da poter mettere sul mercato estero, sperando che in un futuro non troppo lontano possano avere un buon mercato anche qui nel bel paese. Sull’ultimo numero di wired c’era un interessante articolo sulle applicazioni mobile geolocalizzate che sono ora di moda a San Francisco, cuore pulsante del mondo e dell’innovazione mobile. E noi come ci immaginiamo gli orizzonti del mobile? Beh, personalmente credo sia un ottimo campo dove investire sforzi ed energie per poter crearsi un orizzonte futuro di presenza mobile. I costi di sviluppo delle applicazioni, e la semplicità di gestione dei canali commerciali (vedi l’app apple store per iphone e itouch) consente di basare tutte le energie solo sullo sviluppo e sulla progettazione delle applicazioni tirandosi via una bella fetta di lavoro commerciale (che in realtà può rimanere per applicazioni enterprise). Le possibilità sono infitinite, applicazioni geotempo localizzate, applicazioni multi dispositivo, applicazioni che interagiscono con dispositivi esterni. Davvero un terreno poco battuto su cui c’è molto ancora da scoprire. Il mobile sarà il futuro, ora tocca a noi essere presenti sin dal presente sul campo per non perdere un occasione ottima.