Archivi per la categoria ‘Web 2.0’
Dal 11/09/2001 al 11/09/09: dal terrore alla crisi passando per il web
Oggi, 11 settembre è la giornata del ricordo. Ed io ricordo bene quel pomeriggio di fine estate anzi credo rimarrà uno di quei ricordi che mi porteró dietro per sempre;il senso di impotenza ed incredulità che ha accompagnato tutta quel lungo pomeriggio ha contribuito ad una storica svolta nella società dei nostri tempi e nella singola vita di ogni individuo. Avevo 19 anni, era l’ultimo anni delle superiori ed incollato alla tv, guardavo minuto dopo minuto la cronaca della vicenda. Otto anni fà la televisione faceva da padrone come potenza mediatica, qualche mese, il giorno del discorso inaugurale di Obama ho seguito l’evento dall’ufficio, in streaming, collegato al mio account twitter commentavo estasiato la possibile fine degli anni del terrore. In otto anni tante cose sono cambiate, ho finito le superiori ed anche l’univerisità, sono passato dal fare siti web in flash per divertimento a guadagnarmi da vivere lavorando sul web 2.0. Si sono avvicendate guerre, presidenti, celebrità e mode, e il mondo ha incominciato a dipendere sempre più dalla rete. Informazion, commercio, businness ed attività si sono, o meglio si stanno, spostando sempre più online contribuendo ad aprire il mercato globale a tutti gli attori. Proprio questa primavera, sono stato per la prima volta a New York e davanti al grande vuoto lasciato dalle torri gemelle, mi sono commosso, e ho voluto condividere questo pensiero scrivendo qualcosa sul mio iPhone, perchè questo pensiero arrivasse a tutti. Nel 2001 Mark Zuckemberg, inventore e proprietario di Facebook probabilmente giocava ancora con i lego, e oggi vedere un colosso di potenziale capitale costruirsi in così poco tempo fà sembrare che da quel giorno del 11 settembre siano passati secoli.
Prodotti Multimediali cambia look…look 2.0
Finalmente Prodotti Multimediali, cambia look. Abbiamo voluto portare Joomla a livelli di sviluppo interfacce non ancora visti sul mercato internet. Abbiamo integrato ancor più componenti e moduli 2.0, che utilizzano dinamiche di presentazione dei dati su modelli AJAX e che danno la possibilità di coinvolgere ancor più l’utente nella visita del sito.
In home page è stato integrato e customizzato un modulo che riporta gli ultimi messaggi del nostro account di Twitter, in modo tale da non trasmettere informazioni solo tramite il classico blocco di news (che comunque rimane) che riporta le notizie degli eventi e novità in maniera non costante, ma anche tramite una fonte di informazione istantanea di microblogging che può tenere aggiornati i clienti su le opere in atto.
Un’altra interessante integrazione è stata quella di Gmap con i contenuti di Joomla, utilizzata nella pagina Team, network, partner, che fornisce una panoramica grafica della nostra rete di partner.
Bene non mi resta che dirvi di visitare il sito…trovate coerenza con l’articolo in cui parlo dell’evoluzioni dei servizi nel mondo web. I nostri servizi si sono evoluti…ora aspettiamo che le aziende siano pronte ad evolversi.
In vacanza con l’iPhone: come cambia il modo di fare turismo
Rientro al lavoro dopo un mesetto di vacanza tra la Grecia e la costiera Amalfitana, disagi Alitalia e Trenitalia a parte, di cui comunque parlerò all’interno dell’articolo, vorrei descrivere la prima esperienza da turista munito di Apple iPhone. Il 31 Luglio, parto dall’aereoporto Marconi di Bologna per Atene, scalo Roma, e dal Pireo traghetto superfast per l’isola di Ios. Viaggiamo, io e 5 amici di vecchia data con Alitalia. Già a Bologna, c’era un clima di fuoco, con perosne molto arrabbiate per essere rimaste fuori dal volo per la malefica pratica dell’overbooking…Andiamo al check in, e subito una delle ” signorine ” Alitalia, ci chiede di spostare il volo, per venire incontro a persone che devono raggiungere Atene per lavoro, da Bologna a Milano Malpensa, con spostamento effettuato a carico di Alitalia, e partenze con un ritardo di circa 10 ore. Proposta inaffrontabile, mi chiedi un favore, e mi offri un disagio: ma il personale Alitalia sa quali sono le leggi che regolano la domanda e l’offerta? Vabbè, partiamo…Arriviamo a Fiumicino, scalo di un ora che diventa di due per ritardi sulla pista dove cerco di accedere alla Wi-Fi con l’iPhone, ma niente è a pagamento, come un pò in tutti gli aereoporto in Italia, negli Stati Uniti è ben diverso. Ripartiamo, dopo un ora e mezza di viaggio, dove mi viene servito pure un pacchetto di taralli di Puglia scaduti (seconda gaffe Alitalia) arriviamo ad Atene. Ora ci manca solo taxi per Pireo e con il traghetto in 3 ore saremo a Ios. Invece no…scorrono i rulli del Baggage claim sino a quando tutti i passeggeri del volo, impietriti si rendono conto che non sono arrivate le valigie. O meglio ne sono arrivate non più di dieci, su un volo di 150 persone non è una gran bella percentuale. Reclamo, taxi, traghetto perso. Cerchiamo nuovi ticket (€ 50,00 di traghetto persi a testa per quello perso) ma nulla, non ci sono posti sino a tre giorni dopo, panico, poi iPhone. Mi connetto ad Internet, roaming internazionale, cerco le informazioni giuste, e dopo venti minuti abbiamo sei biglietti per il primo traghetto della sera per Ios. (Speso però 30 euro di credito telefonico, maledetto roaming internazionale). Nell’attesa del traghetto sfoggio l’applicazione appena scaricata dall’App Store di iTunes Mappper. L’applicazione, come la definisce il sito web è un’applicazione che permette di creare diari di viaggio interattivi e georeferenziati. Aggiungi note e foto, interagisci con le tue mappe, modifica in ogni momento tutti i contenuti creati e condvidi tutto su mappper.com, il tuo blog o facebook. In poche parole il mio sogno di appassionato di tecnologia mobile e fotografia. Negli articoli precedenti ho postato due itinerari estratti automaticamente dall’applicazione per Apple iPhone Mappper, uno del viaggio a Ios (dove per cronoca ci hanno perso le valigie anche al ritorno), ed uno per Ischia e Capri. Nota di demerito aggiuntiva per Alitalia che consegna i bagagli in due scaglioni, la metà dopo 2 giorni, l’altra metà dopo 3 giorni, e li consegna lasciandoli su un traghetto che fa scalo a Ios, non costuditi, senza ricevute per prenderli, e senza ricevute di ritorno per la consegna. SCANDALOSO. Tornato dalla Grecia, senza valigia, sono ripartito alla volta della Basilicata per raggiungere la mia signora. Una volta lì, iPhone alla mano, è partita la caccia all’ultimo last minute per ripartire dopo pochi giorni alla volta di Ischia. Dopo qualche giorno di ricerca (intervallato dalla visione di film in streaming sul portale Veoh, troviamo un all inclusive di una settimana per Ischia, località Forio a € 500,00, controllo delle recensioni dell’hotel su tripadvisor, carta di credito, acquisto, pronti a partire…A volte la rete si sbaglia…le recensioni visualizzate, per l’Hotel la Ginesta, località Forio di Ischia, erano tutte ottime, ma purtroppo vecchie di un anno…e quest’anno la gestione è stata cambiata, passata ai nipoti dei vecchi proprietari. Cambiati sì, ed in peggio a quanto pare. Il posto sembrava un hotel divino retrò, lasciato lì, ad invecchiare, su un cocuzzolo della collina, davanti al mare, come se le cose si vendessero da sole, su internet, come se le recensioni non potessero essere aggiornate. Si può avere ancora di più dalla rete? LA risposta è sì. Si può avere ancora di più da un iPhone? La risposta è una batteria decente.
Un abbraccio
The wise gang expertiment: blog multiautore sull’innovazione
Finalmente è online, il blog sperimentale ” THE WISE GANG “, 10 professionisti, 10 persone passionali, 10 innovatori si uniscono e creano uno dei primi blog multiautore italiani sull’innovazione. Eccone il manifesto:
Non è un blog. E non è una magazine.
Non è un forum. E non è neanche un Social Network.
E’ un aggregatore di persone. Appassionate e passionali nei confronti del web.
Che vivono dentro al Web. Ma anche fuori. In un tutto Integrato.
A cavallo tra Società ed Enterprise.
Siamo un po’ Wise. Ma senza prenderci troppo sul serio.
Scriviamo prima di tutto per noi stessi. Tra di noi. Ed infine per tutti gli altri!
Queste le regole che ci siamo dati:
1- parla di cose che sai
2- se parli di cose che non sai, fallo presente, eviterai possibili figuracce
3- sii breve e conciso
4- se la 3 non fa per te, sii lungo e dettagliato
5- ma ricordati sempre che il 4 può entrare varie volte nel 3 (non matematicamente, ma spezzando i post lunghi in altri più piccoli, quello si!)
(prima di pubblicare i post, li sottoponiamo al commento degli altri partecipanti in una sorta di peer-review con lo scopo di migliorarli ed arricchirli)
6- le peer-review sono lì per migliorare la qualità di quello che scriviamo, a vantaggio di tutti, anche il tuo
7- non fare la peer-review è come fare sesso da soli, prima o poi ti verrà chiesto che ci trovi di tanto interessante
8- prenderla male per una peer-review è un occasione mancata di crescita personale
9- fare una peer-review non costruttiva è tempo perso, per tutti
(Keep It Simple Stupid)
10- KISS! se conosci bene il tema oggetto del tuo post, non è detto che sia lo stesso per gli altri, quindi evita di essere complicato!
11- NO KISS? non puoi semplificare, allora dillo in apertura del post e metti dei link ad articoli introduttivi, almeno così lascerai qualche cosa a tutti
Mi raccomando, dateci uno sguardo: www.thewisegang.org
Case history di pubbliche amministrazioni 2.0
Di seguito vorrei descrivere i comuni che maggiormente hanno colpito la mia attenzione durante un analisi pre elettorale delle soluzioni PAL 2.0 già presenti sul web.
Il comune di Torino ha da poco messo a disposizione dell’utenza diverse funzionalità 2.0, tra le quali troviamo:
- CambiaTO: un servizio di personalizzazione dei contenuti molto simile ad iGoogle che consente di aggregare in una sola pagina le informazioni desiderate, prelevate dal portale della città di Torino e altri siti. Il servizio è reso inoltre efficace dalla possibilità di gestione di blocchi tematici, che consentono l’accesso diretto alle singole aree di interesse (meteo, giovani, ambiente e numerose altre).
- TorinoFacile: Gli utenti posso fruire dei servizi online (autocertificazione, inoltro di denunce, pratiche, reclami, pagamento di tributi, multe, oneri, prenotazione di appuntamenti agli sportelli comunali abilitati, accesso a banche dati) autenticandosi tramite certificato digitale, carta elettronica o perfino attraverso webcam con lettura automatica del codice a barre presente sulla carta TorinoFacilissima.
- Widget della città di Torino: (contenenti informazioni di viabilità, curiosità, meteo, … ) integrabili su pagine personalizzate come iGoogle, Netvibes, Windows Live e in futuro anche su Facebook, Linkedin e altri social network.
- TaggaTO: un servizio di social bookmarking applicato ai servizi e alla pagine presenti sui siti dell’Amministrazione Comunale. Gli utenti registrati sul portale dei servizi Torinofacile possono contrassegnare, tramite tag personali, le pagine ritenute utili e interessanti, soprattutto per una successiva ricerca personalizzata.
- StampaTO: un sistema di aggregazione dei contenuti RSS della Città pensato espressamente per la stampa: un vero e proprio giornale personalizzato da comporre e stampare prima di uscire dall’ufficio, i cui contenuti sono aggregati direttamente dall’utente tramite flussi RSS.
- MappaTO: una personalizzazione delle mappe Google, in cui è possibile indicare i punti di interesse, percorsi e aree scelte dall’utente. Le mappe possono essere private, pubbliche, e rese modificabili da tutti gli utenti iscritti. La visualizzazione delle mappe di MappaTo è pubblica, mentre per la loro creazione occorre l’identificativo digitale Torinofacile.
- SegnalaTO: un servizio che consente di inviare agli uffici competenti della Città una segnalazione o un suggerimento circa eventuali disservizi e problemi relativi alle targhe viarie documentandolo con una immagine digitale tramite PC o telefono cellulare (MMS). Il servizio sarà esteso in futuro anche ad altri tipi di segnalazioni.
Il comune di Torino è inoltre presente sui principali social network quali Facebook, YouTube, Twitter.
Anche il comune di Venezia ha attuato un processo di trasformazione della propria dimensione web. E’ infatti in corso la creazione di diversi servizi (alcuni già attivi, altri in fase di costruzione) che vertono al miglioramento della performance della P.A., all’innovazione nei servizi per cittadini e imprese e nelle tecnologie dell’informazione e delle telecomunicazioni. Il progetto è stato denominato “Amministrare 2.0” e comprende diversi sottoprogetti come ad esempio:
- “//venice >connected”: ovvero la realizzazione di una rete di proprietà del comune in fibra ottica e wi-fi nelle aree di Venezia, Mestre e isole, per favorire l’accesso alla rete non solo ai 270.000 residenti, ma anche ai circa 20 milioni di turisti che ogni anno giungono in città. L’obiettivo è quello, innanzi tutto, di ridurre il digital divide, creando la possibilità di un accesso alla rete a basso costo per tutti, e in particolare per i giovani. Accanto ai tradizionali servizi di rete, tramite wi-fi, sarà possibile estendere al territorio di Venezia il VOIP come sistema di comunicazione, a partire dall’Amministrazione Comunale e dalle Aziende Pubbliche. Tra le possibilità offerte dalla nuova infrastruttura di rete, uno dei punti forti è sicuramente quello di valorizzare le esperienze di qualità nel settore turistico, grazie ad un’integrazione con la carta cittadina di trasporto.
- I.R.I.S.: (Internet reporting information system, traduzione italiana della versione inglese Fix my street), il servizio per la segnalazione dei bisogni e dei disservizi relativi alla manutenzione urbana, già in sperimentazione e pronto per essere diffuso alle strutture comunali.
- estensione del VOIP a tutti gli uffici comunali
- dematerializzazione della carta all’interno dell’amministrazione e con le principali società controllate.
- diffusione dell’Open Source e dei sistemi di video conferenza per ridurre i tempi di spostamento da un ufficio all’altro.
- La possibilità, per tutte le scuole, di essere connesse in rete, grazie alla dotazione di una postazione connessa con la rete comunale che permetta la comunicazione con le amministrazioni direttamente via VOIP e posta elettronica, eliminando tutte le produzioni cartacee che in parte, ancora oggi, vengono prodotte. In questo modo gli insegnanti potranno consultare i propri cedolini on-line e connettersi alla propria intranet personale come fanno i colleghi in ufficio, senza alcun costo aggiuntivo per l’amministrazione.
Il comune di Venezia vorrebbe dimostrare, con questo progetto, che le innovazioni si possono realizzare anche senza un’ “imposizione” legislativa, con la volontà e la partecipazione delle persone che credono nel cambiamento. Quest’esperienza è destinata ad aver successo, o almeno ce lo si augura, perché non nasce dalla burocrazia o da rinnovati stereotipi comunque ormai superati, ma è il frutto della ricerca più innovativa, propria delle aziende private e così ancora troppo spesso lontana “dal pensare e dal fare ” pubblico.
Funzioni trasversali nei contenuti web 2.0
Le funzioni trasversali sono funzioni applicabili ai contenuti, o ad una categoria di contenuti, di un portale, indipendentemente dal servizio che esso offre. Sono i componenti che contraddistinguono a pieno un prodotto 1.0 da un prodotto 2.0 perchè sono spesso garanzia di partecipazione e creazione dei contenuti da parte degli utenti.
Le funzioni trasversali sono:
- commenti e voti,
- keyword per correlazione dei contenuti (tagging e tag cloud),
- bookmarks e sharing dei contenuti,
- podcasting e vodcasting, feed RSS e Atom,
- Widget (embedding),
- localizzazione cartografica.
A parte la localizzazione cartografica, che è legata ad un servizio di cartografia ben specifico, le altre funzioni sono assolutamente orizzontali, e tipiche del web 2.0. applicabili ai servizi precedentemente visti.
Nelle funzioni trasversali il contenuto è l’entità principale, non ha un singolo proprietario, ma può essere presente in più siti che trattano la stessa tipologia di informazione.
Come sopravvivere ed investire in tempo di crisi…
Ebbene, una domanda che ci assila quotidianamente. In tempo di crisi, come si può sopravvivere ed investire allo stesso tempo, senza avere una grande storia aziendale, ed essento giovani e poco affermati.
La risposta classica sarebbe: ” E’ impossibile “. Ma non è così. Buona volontà, un po di sacrificio e si può vivere ed investire sull’innovazione allo stesso tempo.
Mi ritrovo a 27 anni a guidare il brand Prodotti Multimediali (www.prodottimultimediali.eu) da diversi anni, ma in realtà è solo un anno e poco più, dopo la fine dell’università che posso dire di aver concentrato i miei sforzi in maniera totale nel mondo del business legato al web. Prodotti multimediali è nato nel 2000, ed inizialmente ha cominciato l’approdo nel mondo business nel settore del web, del marketing e del multimedia. Negli anni, i servizi sono cambiati, si sono evoluti, è stata prima inserita, e poi ultimamente tralasciata la comunicazione tradizionale. Ora siamo arrivati ad una svolta, credo di poter dire con certezza che questa crisi stia facendo da setaccio di tutte le realtà economiche che non sono competitive o che stavano in piedi solo trascinate da un mercato sempre florido che da frutti per tutti. Bene, Prodotti Multimediali, da un anno a questa parte, si è concentrata su un evoluzione fisiologica dei servizi buttandosi solo sul web, eliminando completamente la comunicazione tradizionale ed in buona parte il multimedia classico. Come fare evolvere i servizi web?
In primis abbia diviso i servizi e prodotti offerti in due tronconi, quelli di base (in somma quelli che fanno base solidi) e quelli sperimentali (quelli su cui il margine è ridotto, ma che danno nuovi expertise interni e garantiscono innovazione e continuità).
I servizi base sono essenzialmente quelli legati alla realizzazione di siti web e la gestione di campagne di posizionamento sui motori di ricerca. Bene, questo oramai è diventato un servizio unico, ogni prodotto realizzato, viene fatto seguendo procedure e strutture di codici conformi alle convenzioni W3C su HTML e CSS, ed ogni sito web viene fatto attraverso moduli e disegni di progetto SEO friendly. I siti web realizzati oramai sono quasi tutti costruiti su CMS open source come Joomla (utilizzato per siti più semplici e meno customizzati) e Drupal (su cui posso dire che abbiamo un ottimo expertise interno ed una rete di contatti globale davvero forte). Amiamo però continuare ad investire sulla stesura di nuovi moduli o componenti proprietari, in modo da poter ad offrire, in maniera seriale, ma totalmente customizzabile sempre più funzionalità ai clienti, mantenendo i costi di realizzazione, nonchè i tempi, molto competivi.
Tutto ciò che era il classico web marketing, legato al mail marketing o simili, si è evoluto verso ad un marketing meno convenzionale (marketing non convenzionale mi pare un termine fermo nel tempo, le convenzioni cambiano…). Perciò si è investito sullo studio di nuove tipologie di marketing e dinamiche legate al 2.0 (Ho frequentato un interessantissimo master di Cofimp Bologna, ” Move to enterprise 2.0 “, che consiglio ampiamente a chiunque è interessato di approfondire tematiche legate al 2.0, e chiunque abbia voglia di creare ottime sinergie con professionisti ed aziende del settore in Italia. Perciò vai di social network, di buzz marketing (word of mouth, ovvero passaparola) etc…
Bene, e di questo ci si vive, o meglio, di questi tempi soppravive. Perchè, almeno qui a Modena, per fatturare si fattura, ma ci si trova coinvolti in questo enorme problema della liquidità. Sono sempre più le aziende che falliscono con un ottimo fatturato, perchè non riescono a reperire con tempistiche buone la liquidità…Beh, per cercare di sopravvivere a questo è importante fare politiche di selezione delle commesse, di proceduralizzazione degli anticipi ad accettazione preventivo, e di utilizzo e di formalizzazione dei contratti.
E su cosa si può investire nel mondo internet? Beh, mettiamo in conto che stiate soppravivendo (o mi aguro per voi vivendo, magari sorseggiando un martini sulla vostra barca), e questo è già un ottima condizione di partenza, è possibile investire in nuovi progetti. Per partire ad investire sul web, su progetti innovativi, bisogna avere diverse prerogative:
- Avere idee
- Avere competenze interne
- Conoscere il mercato
- Crearsi un network
Ritengo questi siano i quattro capisaldi dell’investire sull’innovazione nel mondo del web in questo momento storico. Concentriamoci sul punto numero tre. Conoscere il mercato, è fondamentale, ma ancora più è importante capire quali dinamiche lo regolano, quali bisogni stanno nascendo e di conseguenza verso che strada sta muovendosi il mercato stesso. Personalmente, dopo il master di cui vi ho parlato, ho cominciato ad investire molto sul mobile, e sul web 2.0 legato alla PAL (pubblica amministrazione locale).
Un primo progetto, legato al mobile è già partito. Si tratta di una business partnership chiamata MITAPP (Mobile innovation technology applications). www.mitapp.com Questo è un mercato che sicuramente si sta evolvendo sempre più e che in prospettiva darà molto lavoro e ottime prospettive di guadagno per chi saprà essere sul pezzo usciti da questa crisi.
Per parlarvi invece di un bel progetto che sto seguendo, legato al web 2.0 e alla PAL, aspetterò ancora un poco, in modo da potervi far vedere qualcosa di interessante.
Questo per dirvi che se avete una base finanziaria solida, e riuscite ad organizzare una politica molto slim di innovazione (utilizzando magari politiche di crowdsourcing, di business partnership etc…) potete, o meglio dovete, se non volete rimanere al palo, investire investire ed investire. Quando l’economia è ferma, il migliore modo di tornare a farla ripartire, è capire come muovere il motore in maniera differente.
Non scordiamoci che la parola ” crisi ” 危機 è formata da due ideogrammi. Il primo indica il pericolo, il secondo l’opportunità
Think big. Play web. Bye
Portafogli Dinamici…innovazione web sull'analisi tecnica finanziaria
Oggi, abbiamo avuto il grandissimo piacere di presentare all’ITForum di Rimini, la prima piattaforma web, per un analisi tecnica finanziaria basata su algoritmi totalmente innovativi curata dal team di Portafogli Dinamici, capitanato dal Dott. Ivano Menabue (presidenta nazionale SIAT). www.portafoglidinamici.com è una piattaforma di analisi tecnica basata su algoritmi inediti, originali e proprietari (operativi sui mercati da oltre un decennio) ideati, realizzati e manutenuti da ARST (Analisi Ricerche Strategie per il Trading) di Ivano Menabue. L’impostazione grafica intuitiva (verde = rialzo, rosso = ribasso) e l’efficacia degli strumenti inseriti mettono in condizione ogni utente di realizzare in autonomia la semplice operazione singola così come una gestione di portafoglio oculata nelle quantità operative e diversificata da rotazioni dei sottostanti, segnalate dalle Strategie di Portafoglio, e da più Strategie Operative in atto simultaneamente. Appassionati e professionisti di trading online ed analisi tecnica finanziaria, potete usufruire di un periodo di prova gratuita di 15 giorni, accessibile direttamente dalla piattaforma www.portafoglidinamici.com stessa.
Il prodotto web è totalmente innovativo, basato su tecnologie di front-end AJAX orientate ad una user experience totalmente friendly, e feature in totale stile 2.0. Personalizzazione delle pagine e dei blocchi di contenuto dell’home page, tramite politiche di gestione drag & drop dei blocchi, e di personalizzazione automatizzata dei contenuti utili all’utente.
Una community di professionisti, viva, che risiede sul forum tecnico dando sempre ottimi consigli e spunti day by day sull’operatività sulla piattaforma. Presto verrà avviato un servizio di report automatizzato e settorializzato per argomenti.
Crowdsourcing: male necessario o spinta innovativa?
Interessante analizzare la spiegazione del termine ” Crowd sourcing ” presa da wikipedia:
” Il termine Crowdsourcing (crowd + outsourcing) è un neologismo che definisce un modello di business nel quale un’azienda o un’istituzione richiede lo sviluppo di un progetto, di un servizio o di un prodotto ad un insieme distribuito di persone non già organizzate in un team. Tale processo avviene attraverso degli strumenti web o comunque dei portali su internet. Inizialmente il crowdsourcing si basava sul lavoro di volontari ed appassionati che dedicavano il loro tempo libero a creare contenuti e risolvere problemi. La community open source è stata la prima a trovarne beneficio. Oggi il crowdsourcing rappresenta per le aziende un nuovo modello di open enterprise, per i freelance la possibilità di offrire i propri servizi su un mercato globale. “
ebbena qui viene presentata come un nuovo modello di open enterprise. Si parla di nuove possibilità, e così è…
In questo mondo globale, le possibilità di successo, di sviluppo, e di progettazione (non a caso ho voluto invertire le tipiche modalità di procedura di presentazione di un prodotto) sono finalmente alla portata dei più, basta cogliere le occasioni, ed essere organizzati in maniera ” globale “. D’apprima succedeva che alla buona idea, succedevano (a parte nelle realtà di un entità cospicua), tempi di realizzazione, e qualità di realizzazione veramente basse, questo perchè spesso, chi pensava il prodotto, era chi a sua volta lo progettava, ne sviluppava la struttura, ne disegnava la grafica e ne implementava strategie di marketing. Questo spesso perchè la ricerca di finanziamenti, sopratutto in Italia, era molto difficile, e l’investimento di risorse interne per reperire professionalità italiane era troppo ingente.
Bene ora tutto è cambiato. Come le aziende del manifatturiero, che spesso spostano la parte produttiva in outsourcing, mantendo solo ricerca e marketing nel bel paese, ora è possibile farlo anche per aziende del settore ICT, ancora meglio embrioni di start-up per progetti innovativi, magari paralleli ad attività già avviate. Sono molte le risorse in crowdsourcing a disposizione, dai più svariati paesi (India, Pakista, Bangladesh ma anche Russia, Ukraina e Romania), risorse competenti, a costi competitivi e con tempi di rilascio dei task assegnati davvero ottimi.
Ci sono però tanti fattori, molto sensibili a cui ogni eventuale project manager che voglia investire in risorse crowd sourcing deve tenere molto bene presenti, vediamone alcune:
- Avere risorse interne che abbiano la piena padronanza del progetto e delle tecnologie utilizzate (questa è condizione necessaria per non ritrovarsi con lavori lasciati a metà, o da customizzare, e sopratutto per non dovere dipendere sempre da risorse esterne.
- Disegnare un documento di progetto ben curato.
- Ricercare le risorse su portali riconosciuti, in ordine di mio personale gusto eccone diversi:
- http://www.odesk.com
- http://www.eufreelance.com/
- http://www.getafreelancer.com/
- http://programmermeetdesigner.com/
- http://www.rentacoder.com
- e tanti altri…per conoscerne altri leggetevi questo interessante articolo
- Scegliere risorse che parlino un inglese fluente e che siano contattabili non solo tramite mail ma anche tramite un servizio di IM (instant messaging).
- Intervistare accuratamente in fase di selezione tutti i possibili candidati, cogliendo le loro modalità di lavoro, i loro usi e costumi (è interessante capire che se assumete un indiano, e lui dopo una settimana è in pellegrinaggio, forse non era il caso di trascurare questo piccolo particolare).
- Una volta selezionata la risorsa, fare un ulteriore intervista rivisitando tutti i task e le feature del lavoro assegnato.
- Non lasciate spazio a malintesi, curate ogni singola virgola del progetto. Ritrovarsi a metà del progetto con incomprensioni non fa bene a nessuno.
Questi sono i punti chiave per fare del buon crowdsourcing. Per esperienza personale, ci si può muovere benissimo sul Cloning, e sullo sviluppo di moduli per CMS open source (Drupal e Joomla su tutti).
Mi raccomando, il crowdsourcing non va visto come la possibilità di spendere meno in manodopera di un progetto, ma va vista come la possibilità di investire su prodotti innovativi ricercando competenze ed expertise a livello globale.
Un caro saluto. F.
Your truman show…ma sopratutto Matteo Fabiano
Colpo di scena, arriviamo nel edificio indicato, e la sede di Your Truman show è vuota…Subito ci informiamo e veniamo ridiretti in una zona centrale della city, in Financial Discrict. L’edificio è fantastica, ma arrivati in ufficio rimaniamo ancor più stupiti…l’ufficio con vetrata, da sul Bay bridge e sulla gola d’acqua che divide San Francisco dall’entroterra. Fantastico… Matteo Fabiano, sulla 40ina, sembra persona che ne sa, e si dimostra subito informale. Ci presenta la sua attività di studio legale, con il quale aiuta Italiani a prendere i vari visti disponibili e ad aprire le attività in California…Ma questo non è il fulcro dell’incotro. Infatti ci racconta la sua esperienza con yourtrumanshow, appena conclusa, dove ha portato avanti questa affascinante company, ove il core businness è il trovare advertising per video, attraverso un complesso algoritmo di analisi dei tag legati ai video che ora non mi dilungherò a spiegare.
Anche lui ci ha confermato che ora le cose sono ferme anche qui in Silicon Valley, le assunzioni sono bloccate, e la crisi si fa sentire. In ogni modo ci dice che l’importante è esserci…questo basta ad aprirsi le porte giuste per il futuro. Noi prendiamo nota, ed un pò perchè no cominciamo a sognare un futuro in California…