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Pomodoro.us nuovi prodotti in vista
L’estate sta arrivando, ed é ora di fare un po di conti in casa Pomodoro. Tra meno di una settimana ci prenderemo un po di giorni di relax a Formentera e dal ritorno in poi molte saranno le novità in vista.
Uscirà entro fine Luglio il nuovo portale Pomodoro, realizzato completamente a Drupal, sarà finalmente il primo portale allineato alle nostre competenze e alle nostre tecnologie. Un prodotto nuovo, molto fresco ed in stile come sempre 2.0…speriamo che questo nuovo portale ci duri almeno un anno. (-:
Sempre per fine Luglio verrá rilasciato internamente una beta di Mashtag www.mashtag.us, un sistema di aggregazione di contenuti che porterà sempre tra la fine di Luglio e l’inizio d’Agosto la pubblicazione di tre/quattro pilot di prodotto, uno/due su delle città, uno su una grossa azienda, uno/due sul mondo web 2.0. Questi pilot serviranno per presentare il prodotto sul mercato dando la possibilità di mostrare portali tematici su diversi ed eterogenei argomenti.
A luglio inizierà anche il beta testing di alcuni prodotti che derivano in modo diretto da Mashag e dal sistema di ricerca a faccette geo-temporale, come:
newstag www.newstag.us, il sistema di ricerca geo temporale di news prese da feed rss.
phototag www.phototag.us, il sistema di ricerca geo temporale di foto prese da flickr e da panoramio.
twittag www.twittag.us, il sistema di ricerca geo temporale di twittate prese da twitter
facebooktag www.facebooktag.us, il sistema di ricerca geo temporale di eventi presi da facebook.
Questi ultimi quattro prodotti sono del tutto sperimentali, vogliono essere dei pilot per alcuni prodotti da mercato che usciranno nei prossimi sei mesi a marchio Pomodoro…
L’aggregazione dei dati in Drupal
Il problema del data entry é sempre attuale, tutti vorrebbero prodotti innovativi, partecipativi e pieni di dinamiche 2.0 ma poi ci si chiede sempre: ed i contenuti chi ce li mette?
Nella rete si parla di tutto e tutti e spesso questo flusso di informazioni, contenuti multimediali, come immagini o video, user generated non sono aggregabili. Un valore autentico, di forte importanza ma che in realtà é difficilmente accessibile. In realtà il più dei social network e dei portali di contenuti multimediali rilasciano API per poter fare richieste per la ricerca, l’analisi o la aggregazione dei dati. Drupal, il CMS su cui noi di Pomodoro ci muoviamo ha già a disposizione molti moduli che danno la possibilità di interfacciarsi con le API, ad esempio esiste un modulo per Twitter, uno per Delicious, uno per Flickr, uno per Youtube, uno per gli Rss feed e molti altri per social network minori. Facile comprendere che poter aggregare e classificare questi contenuti secondo determinate regole può dare una piccola macchina infernale di aggregazione contenuti. Lo stesso Facebook rilascia API molto aperte, per fare richieste ad esempio sui contenuti liberi come gli eventi e le fan page. Con facilitá ben presto sará possibile creare un sistema nel quale poter creare regole di importazione che verranno richiamate automaticamente da Drupal con cadenza temporale impostata dall’utente…in questo modo si potranno avere portali tematici auto alimentati di contenuti con estrema flessibilità.
Rimane un solo dubbio…la qualità del contenuto è automatizzabile? Daremo una risposta anche a questo….
Sistemi di ricerca geo-temporale
Il nostro interesse per i metodi di ricerca innovativi proviene dalla necessita di voler catalogare eventi su una scala geografica ed attraverso una componente temporale. Certamente l’operazione non é di certo facile ma a noi di Pomodoro le sfide appassionano. La prima idea é stata quella di guardarsi intorno per capire se qualcuno si stesse già muovendo su queste tipologie di applicazioni e con nostra grande sorpresa a livello globale non abbiamo trovato nulla di completo o soddisfacente, certo su scala geografica c’é tanto, su scala temporale abbiamo trovato l’interessante progetto timemap del gruppo Exhibit del MIT di Boston, ma nulla che unisca queste due componenti. Poi casualmente, come solo il destino sa fare, abbiamo incontrato le risposte alle nostre domande: Figmenta, www.figmenta.it, network fiorentino che attraverso collaborazioni internazionali stava sviluppando un sistema di classificazione a faccette geo-temporale!!! Incredibile…é bastato poco, qualche chiacchierata ed un’intesa perfetta con il CEO Federico Hertel Gherardi e in poche settimana é partito il progetto Cittag, www.cittag.com che poi ha dato spazio ad una partnership più ampia su il progetto Drupal Search Project. Questa tecnologia ha aperto le porte ad investimenti importanti su questo fronte, presto Pomodoro presenterà sul mercato molti prodotti basati su sistemi di classificazione geo-temporale dei contenuti.
Sistema di classificazione a faccette
Qualche mese fá, nel pieno dello start-up di Pomodoro ho cominciato a fare un po di ricerca su metodi intelligenti di classificazione dei contenuti nutrendo la necessita sempre più incessante di avere sistemi di classificazione e di conseguenza di ricerca il piu user-friendly possibile. La fortuna ha voluto che proprio in quel periodo ci entrasse la commessa per la realizzazione di un portale per la ricerca immobiliare.
Come al solito siamo partiti analizzando come si muovono i competitors nel campo della ricerca immobili. La prima sensazione analizzando i più famosi portali italiani che evito di citare é quella di trovarsi di fronte ad una miriade di immobili che pero vanno spulciati uno ad uno per arrivare ad i risultati sperati, per lo più si basano su filtri sincroni sui risultati che pero non sono collegati l’un l’altro. Tutt’altra aria tira negli stati uniti ove invece tutti i prodotti di una certa qualità si basano sulla classificazione e ricerca multidimensionale, ove ogni filtro é collegato ma asincrono rispetto a qualsiasi altro. Questo tipo di classificazione si chiama classificazione a faccette (Faceted Classification) ed è un metodo di classificazione dell’informazione il cui valore distintivo consiste nell’essere un sistema aperto e adattivo.
Tale classificazione sfrutta un sistema di attributi (metadati) mutuamente esclusivi rappresentanti ciascuno un aspetto o proprietà persistente dell’oggetto, e capaci di descrivere esaustivamente l’oggetto stesso.
Analizziamo le caratteristiche ed i vantaggi di questo metodo:
- pluridimensionalità: inversamente ai sistemi tradizionali, nei sistemi a faccette, ogni oggetto è classificato secondo una pluralità di attributi (detti – appunto – faccette)
- persistenza: tali attributi/faccette costituiscono proprietà essenziali e persistenti dell’oggetto; in questo modo l’impatto (sullo schema di classificazione) di eventuali cambiamenti (di nomenclatura, di workflow etc.) è fortemente ridotto o nullo
- scalarità: è sempre possibile aggiungere una nuova faccetta descrittiva di un nuovo aspetto dell’oggetto
- flessibilità: esiste una pluralità di chiavi di accesso parallele (faccette); ogni oggetto può essere reperito utilizzando una singolo attributo di ricerca (o faccetta) alla volta, oppure più attributi insieme in combinazione.
Un esempio concreto di applicazione: gli immobili
Il sistema di classificazione degli immboili tiene conto di più parametri: in base al parametro preso in considerazione di volta in volta, uno stesso immobile può essere collocato su una scala differente.
Un sistema di classificazione a faccette (o multidimensionale) sembra quindi, nel caso dei immobili, particolarmente appropriato e applicabile. Partendo da questo abbiamo realizzato il prodotto in questione attraverso questo metodo di classificazione, l’esempio di utilizzo di classificazione di immobili a faccette lo potete trovare qui, www.cercocasa.modena.it, in effetti questo é il risultato del prodotto che abbiamo realizzato in partnership con Figmenta e che sembra proprio lato utente dare un aiuto aggiuntivo nella ricerca rispetto ai metodi tradizionali.
Il sistema di classificazione a faccette ci é piaciuto talmente tanto che poi lo abbiamo integrato nel nostro sistema di contenuti geo-tempo referenziale ottenendo un ottimo prodotto di ricerca enterprise geo-time facete d completamente Drupal based, ma questa é un’altra storia…
La semplicitá é il futuro del web
Anni ed anni a cercare di inserire nuove funzionalità,interfaccie sempre piú complicate per rendere i prodotti ed i servizi web sempre più completi e raffinati ed il risultato sono una serie di complessi ed inusabili surrogati di utility web che sono disegnate da ingegneri per…ingegneri…non a misura di utente. Come diceva Asimov “siamo tutti vittime della pervesità innata degli oggetti inaminati”. Ogni oggetto ha una valenza culturale e simbolica ed ha una dimensione psicologica che lo caratterizza. Si perché ogni oggetto e perciò anche ogni interfaccia é contraddistinto da una componente psicologica che lo può rendere più o meno user friendly (usabile). Non bisogna avere una laurea in ingegneria per utilizzare un servizio offerto via web. Una buona interfaccia deve essere comprensibile ed usabile, una buona interfaccia deve essere incentrata sull’utente, perciò deve partire dall’analisi delle dinamiche del pensiero conscio ed inconscio che contraddistingue l’utente. Esso può contraddistinguersi attraverso la conoscenza pregressa, ma anche alla conoscenza del mondo che ci circonda e dee sue dinamiche. Può essere contraddistinto anche da una serie di vincoli di uso quotidiano, dalla visibilità di feedback e perché no anche dall’errore. La sfida del designer del post crisi è di semplificare le interfacce portandole all’essenza, alla praticità, alla semplicità. È l’unica via per portare Internet a portata di tutti, eliminare un digital divide comprensivo portando ogni prodotto e servizio web a prova di bambino. Per approfondire questo argomento vi consiglio di dare una letta al datato ma sempre attuale (é questo ci fa sempre piú capire che la tecnologia é sempre più una commodities) libro “la caffettiera del masochista” di Donald A. Norman.
Il web a Modena: tra tradizione ed innovazione
Quello che segue vuole essere un analisi di come un’attività innovativa, nel campo web, appena avviata possa tessere una rete di contatti e clienti nel tessuto produttivo di Modena.
Modena, nel dopoguerra ha conosciuto un periodo di slancio economico davvero importartante, nel quale il settore ceramico (nel comune di Sassuolo e zone limitrofe), il settore della maglieria (a Carpi) ed il settore chimico (a Mirandola e zone limitrofe) hanno avuto un espansione continua e esponenziale, a parte qualche saltuario periodo di crisi, sino a qualche hanno fa. Il tessuto produttivo modenese si è perciò pian piano, o forse troppo velocemente, riempito di tante piccole, medie e qualche grande realtà artigianale. Un tessuto che si è poi trasformato in un livello superficiale di aziende grandi che hanno dato la possibilità a tante altre aziende artigianali di spartirsi la torta dell’indotto ed accrescere in maniera continuativa il bilancio. Con la fine degli anni 90 sono cominciate a venire fuori le prime realtà informatiche a Modena, aziende che inizialmente offrivano i servizi più che altro accessori e per lo più legati alla logistica o alla gestione della piccola media impresa. L’evoluzione naturale, con l’evento del web, è stata dal 200o in avanti l’offerta sempre più pressante di siti web, servizi di hosting ed housing e gestione di mail. Da questo momento in poi, che è anche l’instante temporale nel quale in giovane età anche io mi sono affacciato nel panorama professionale del web a Modena, la nascita, morte, rinascita di aziende web a Modena sono diventate a dir poco esponenziali. Chiunque, apriva una azienda e gli bastava avere qualche conoscenza per fare successo e “produrre prodotti” web in maniera seriale. Tutto questo si è protratto sino a un anno fà, e le aziende continuavano a florire, i bisogni di web spicciolo pure, la specializzazione delle aziende invece no. Sempre più aziende, poco specializzate, che offrono gli stessi identici servizi nello stesso identico modo. Poi scoppia la bolla, arriva la crisi, il 90 % delle aziende informatiche si ritrovo senza più il mercato e senza aver investito su nuovi prodotti. Tutto ciò è figlio della politica imprenditoriale tipica a Modena, c’è il mercato, ci si sovradimensiona, si guadagna il più possibile, ci si compra la macchina grossa, la villa, e si investe zero o poco più sull’azienda. Poi arriva la globalizzazione, tutto cambia, ma nessuno se ne accorge o ci pensa, ed in un attimo si è fuori dai giochi. Ed ora vedo tante nostre aziende concorrenti nel campo web a Modena che stanno saltanto una dopo l’altra, che sopravvivono a forza di lavoretti, e che non hanno più ne competività ne innovazione da poter proporre. Pomodoro, azienda appena lanciata, figlia delle esperienze di Prodotti Multimediali e Engineering Group. Pomodoro investe il 50 % di tutti gli introiti nello sviluppo e la ricerca di nuovi prodotti e tecnologie, nell’ultimo anno questo a portato a infoltire una rete di contatti in giro per tutto il Mondo molto interessanti: sono nate partnership e nuovi prodotti che trovano spazio non più solo sul mercato web modenese ma a livello nazionale ed alcuni casi nel mercato globale. Il web si sta trasformando, anche a Modena le esigenze cambiano, spesso le aziende non sono ancora pronti a percepire il cambiamento o a capire l’importanza di porsi nel web a Modena in maniera diversa ed è proprio per questo che ci si deve porre non più solo come commerciali o tecnici ma, come in un tuffo nel passato, come evangelizzatori. Il web può portare tanti benefici alle aziende del tessuto produttivo modenese, può creare nuovi mercati, offrire nuovi servizi, dare più visibilità. Il web a Modena, conta da poche settimane di una piccola, innovativa realtà. Da questa sarebbe bello creare una rete di aziende innovative, che possano condividere esperienze, conoscenza, e capacità commerciali.
a presto. F.
Logo per una start-up 2.0? Lo si fa in maniera 2.0
Qualche settimana fa il giro di boa, vento nuovo porta l’autunno, e fuori stagione nasce un Pomodoro. Modena è terreno fertile per l’innovazione e www.pomodoro.us vuole esserne precursore. Un nuovo marchio, nuovi businness model, nuovi interpreti: il campo è il web, l’evoluzione è il web 2.0 o ancora meglio il più attuale web squared.
Ebbene, la prima scelta, avendo le risorse umane, la strategia aziendale, i business models e un sito web già online non rimanere che trovare un marchio. La scelta del nome è stata partorita essenzialmente dagli sbagli fatti in passato, abbiamo fatto parte di “Prodotti Multimediali” e di “Engineering Group”, i due marchi non sono mai stati particolarmente “significativi” ne sono mai stati “forti” dal punto di vista comunicativo. Perciò è stato scelto Pomodoro, un associazione inusuale, tra il made in italy, la nostra storia, e l’innovazione. A questo punto abbiamo scelto di “disegnare” il nostro logo in maniera innovativa, proprio per dare un impronta sin dall’inizio di come vogliamo muoverci.
A questo proposito abbiamo trovato un portale davvero interessante, che da la possibilità di indire dei concorsi a budget per la realizzazione di lavorazioni grafica: template di siti, icone, loghi, coordinati, business card. 99designs.com è davvero semplice: ti registri, scegli il tipo di servizio che ti occorre, nel nostro caso il logo, un budget (che parte da $ 100,00) e poi scrivi un breve brief con caratteristiche del logo, target di utilizzo ed altre informazioni. Il concorso dura una settimana, le risorse che intervengono e partecipano sono tante, e chiaramente più il budget è alto più le risorse migliori si precipitano a partecipare. In una settimana noi abbiamo avuto più di 100 proposte.
Ecco la pagina del nostro concorso:
http://99designs.com/contests/30481
a fine concorso abbiamo optato per uno dei loghi proposti. Con un budget contenuto abbiamo ottenuto un bel logo, tante proposte, un nuovo fornitore e una bella esperienza di business fuori Italia. $ 200 dollare di budget, $ 150 al vincitore (un Cingalese), 50 $ al portale.
Alla prossima.
Pomodoro: nuova start-up al quadrato
Finalmente online: www.pomodoro.us: UNCONVETIONAL WEB BUSINESS. Una nuova start-up, una nuova concezione di fare business nel mondo web.
L’era del “ti facciamo il sito noi” è finita. Ora offriamo applicazioni web in pure stile 2.0, ti offriamo visibilità, ti offriamo di utilizzare al meglio questo nuovo mercato, che non ha confini, ne tempi, ne modi: il web.
Pomodoro nasce dagli errori delle nostre storie ed attività precedenti, Prodotti Multimediali e Engineering Group, due aziende nate in piena era 1.0 che si sono evolute ed hanno trovato una matrice comune: l’innovazione. Partiamo dall’idea di rivoluzionare le nostre attività in un momento in cui tutto sta cambiando, figli della crisi, cavalchiamo le opportunità che si presentano. Aziende che hanno il mercato, non hanno più i prodotti e spesso sovradimensionate in termini di risorse umane, non hanno nemmeno le competenze per rinnovarsi. Noi invece nasciamo come azienda “digitale 2.0″ e possiamo permetterci di investire solo ed esclusivamente su prodotti snelli, con prospettiva, nuovi e che rispondono a bisogni attuali del mercato.
Le opportunità possono nascere dalle nicchie a cui un prodotto o un servizio web possa aprire nuove porte, nuove opportunità.
Presto sveleremo i nostri assi nella manica, diversi prodotti usciranno a breve e presto renderemo pubblica la partecipazione di Pomodoro ad un consorzio che raggrupperà imprese, prodotti, servizi, risorse, know how 2.0.
A presto. F.
Dal web 2.0 al web squared…web x web = web al quadrato
Quale è il futuro del web?
Web semantico?
Web 2.0?
Web sociale?
Web mobile?
Web live?
Internet delle cose?
Il futuro è tutto questo messo assieme… Il futuro è il web al quadrato. Web squared. Che cosa è il web al quadrato?
E’ immaginare un futuro migliore, dove la tecnologia diventa davvero un servizio attivo ed utile per tutti. Immaginiamoci un futuro diverso. Presto vi farò sapere che cosa ci stiamo immaginando noi.
Friendfeed come strumento di comunicazione globale
A volte anche i più attenti arrivano in ritardo. Io su Friendfeed non ho visto con la dovuta prospettiva il prodotto e perciò mi sono ritrovato solo ora ad aver creato il profilo. Mi iscrivo, pochi passaggi e sono già dentro al mio profilo, friendfeed.com/fabiocanovi qui posso configurare che feed rappresentare nella mia “bacheca virtuale”. E così posso inserire lo status, le note ed i link di Facebook, i miei link preferiti di Delicious, i feed rss del mio blog www.fabiocanovi.it e di quello multiautore per cui scrivo www.thewisegang.org e infine i vari post del mio profilo di twitter. Scelgo per categorie (amici, professione etc…) che contatti aggiungere, quali ritengo importante seguire sull’home page e quali solo nelle sottocategorie. Ben presto mi accorgo che molti dei miei colleghi lo usano, e che tanti altri esperti di settore che regolamente seguo su twitter siano già presenti su Friend Feed e diano molte più informazioni tramite questa piattaforma. Sono davvero contento di essere entrato nel mondo di Friend Feed, ed in parte devo ringraziare l’articolo letto su Wired lo scorso mese. Questo è tutto, presto scriverò qualcosa sul “WEB SQUARED”…