Lavorare tra Modena e San Francisco: è possibile!
settembre 25th, 2010 @ admin // Non ci sono commenti
Dopo diversi mesi di orari d’ufficio senza alcun senno ho ripreso un ritmo abbastanza standard e perciò recuperate le energie volevo rendervi partecipi della nostra esperienza tra Italia e Silicon Valley; dove il reale ed il virtuale si fondono creando dinamiche di lavoro, linguaggio, comunicazione davvero particolari. Ma partiamo dal principio, Giugno 2010: durante una tre giorni a Firenze per seguire l’evento Better Software (http://www.bettersoftware.it/) con uno dei miei soci di Pomodoro (Dario), abbiamo deciso di portare avanti per qualche mese un’esperienza di presenza nella capitale dell’innovazione: San Francisco! E così pieni di speranze e di aspettative più o meno sfuocate Dario ha preso un aereo per attraversare l’Atlantico e l’intero territorio statunitense sino ad arriva in California, obiettivo Silicon Valley.
Le domande prima di partire erano tante, ancor più i dubbi: con quali obiettivi andare là? Su che prodotti puntare nel presentarsi? Ricercare partner, investitori o clienti? Dove alloggiare e dove lavorare? Come comunicare visto il problema di fuso orario (9 ore di differenza)? Come portare avanti il business qui in Italia?
Io vi voglio raccontare queste esperienza durata tre mesi dalla parte di chi l’ha vissuta con fuso orario Italiano, ovvero dalla parte del malcapitato che ha dovuto portare avanti le cose qui in Italia durante il caldo umido tipico della pianura Padana. Effettivamente potrebbe sembrare più interessante sapere qualcosa di più sull’esperienza di Dario a San Francisco, ma su questo vi invito ad andare a vedere il suo blog www.dariougolotti.net, io preferisco invece darvi la mia versione, forse meno interessante dal punto di vista delle dinamiche prettamente “startuppare” ma abbastanza focalizzato su questioni meramente organizzative che vi potranno essere utili se sceglierete di percorrere questa strada in un vostro futuro (vi anticipo già ora: fatelo!).
Elemento uno: il tempo! Un fuso orario differente di nove ora potrebbe crearvi grossi problemi. Ragionando su orario di lavoro italiano alle nove di mattina si inizia solitamente a lavorare, in California è mezzanotte! Non pensate di fare riunioni strategiche o troppo impegnative, abbiate pietà di chi deve vivere in una città dove si cena alle sette di sera! Ragionando su orario di lavoro californiano alle nove di mattina si può essere in ufficio e in orario italiano ci troviamo verso le sei di sera, orario usualmente che è “border line” tra un “sto un altra oretta in ufficio” e un “mi vado a fare un corsetta al parco e poi vado a casa”. Posso dire che diventa difficile trovare una soluzione particolarmente congeniale a tutti quanti ma forse quello che può essere più efficace è di cercare di mettere un pò più tempo e svago in pausa pranzo orario italiano in modo da reiniziare a lavorare dopo le tre di pomeriggio. Questo consente di arrivare alle sei con ancora energie da utilizzare per riunioni strategiche.
Elemento due: la comunicazione! Trasmettere ciò che si vive in Silicon Valley qui in Italia è davvero molto difficile. Dinamiche troppo diverse, aria frizzante, velocità diverse. Ho sempre pensato che la Silicon Valley fosse un catalizzatore per il nostro mondo. Come far passare questo messaggio? Purtroppo non bastano le parole, rende molto meglio trasmettere l’emozione, la passione ed i sentimenti legati a ciò che accade. Perciò un consiglio che mi sento di dare al fortunato in Silicon Valley è quello di tenere un blog-diary che attraverso le parole e le storie possa creare un percorso con il quale aiuterete chi è rimasto casa ad entrare nei vostri ragionamenti.
Elemento tre: scegliere obiettivi! Ragionate per obiettivi. Fondamentale…Se andate là, ponetevi obiettivi da poter essere “misurati” da chi rimane a casa. Obiettivi anche basilari, ma che possano essere misurati dalla comunicazione che arriverà da oltre oceano. Gli obiettivi possono cambiare in corsa…Noi siamo partiti ponendoci l’obiettivo di andare là e conoscere un ambiente nuovo, conoscere nuove dinamiche e portare qua un pò di entusiasmo. In tre mesi di Dario a San Francisco abbiamo dovuto ridefinire gli obiettivi almeno tre o quattro volte. Non è così assurdo, ve lo assicuro. Li è possibilità esistono e vanno colte.
Non voglio annoiarvi ulteriormente perciò vado dritto alla conclusione. Ritengo che un esperienza in Silicon Valley sia significativa per qualsiasi realtà che abbia l’aspirazione di innovare, di fare qualcosa di nuovo o di diverso. Ne vale la pena anche solo per capire come le cose funzionano là e come si possono portare alcune dinamiche anche nelle vostre realtà in Italia. Non fatelo però senza essere ben organizzati; i giorni volano, tre mesi (che è la durata massima di un visto turistico) possono essere molti ma più facilmente molto pochi. Definite un obiettivo chiaro…ed abbiate il coraggio di cambiarlo anche in corsa.
in bocca al lupo a chi parte e a chi rimane.
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