Archivio di ottobre 2009

Pomodoro: nuova start-up al quadrato

Finalmente online: www.pomodoro.us: UNCONVETIONAL WEB BUSINESS. Una nuova start-up, una nuova concezione di fare business nel mondo web.
L’era del “ti facciamo il sito noi” è finita. Ora offriamo applicazioni web in pure stile 2.0, ti offriamo visibilità, ti offriamo di utilizzare al meglio questo nuovo mercato, che non ha confini, ne tempi, ne modi: il web.
Pomodoro nasce dagli errori delle nostre storie ed attività precedenti, Prodotti Multimediali e Engineering Group, due aziende nate in piena era 1.0 che si sono evolute ed hanno trovato una matrice comune: l’innovazione. Partiamo dall’idea di rivoluzionare le nostre attività in un momento in cui tutto sta cambiando, figli della crisi, cavalchiamo le opportunità che si presentano. Aziende che hanno il mercato, non hanno più i prodotti e spesso sovradimensionate in termini di risorse umane, non hanno nemmeno le competenze per rinnovarsi. Noi invece nasciamo come azienda “digitale 2.0″ e possiamo permetterci di investire solo ed esclusivamente su prodotti snelli, con prospettiva, nuovi e che rispondono a bisogni attuali del mercato.

Le opportunità possono nascere dalle nicchie a cui un prodotto o un servizio web possa aprire nuove porte, nuove opportunità.

Presto sveleremo i nostri assi nella manica, diversi prodotti usciranno a breve e presto renderemo pubblica la partecipazione di Pomodoro ad un consorzio che raggrupperà imprese, prodotti, servizi, risorse, know how 2.0.

A presto. F.

Web squared? Il web al quadrato ve lo spiego così…

Dal web 2.0 al web squared…web x web = web al quadrato

Quale è il futuro del web?

Web semantico?
Web 2.0?
Web sociale?
Web mobile?
Web live?
Internet delle cose?

Il futuro è tutto questo messo assieme… Il futuro è il web al quadrato. Web squared. Che cosa è il web al quadrato?

E’ immaginare un futuro migliore, dove la tecnologia diventa davvero un servizio attivo ed utile per tutti. Immaginiamoci un futuro diverso. Presto vi farò sapere che cosa ci stiamo immaginando noi.

Corporate blog: nuova strada per farsi conoscere?

Ne approfitto della recente opportunità di lavoro che si è creata sull’argomento per dare qualche delucidazione sui Corporate Blog e su come si può gestire al meglio il loro valore per la piccola media impresa.
Per i neofiti dell’argomento, un breve botta e risposta per chiarire le basi da cui partirò.


Cos’è il Corporate Blog?

La naturale evoluzione dei Weblog nel mondo delle aziende. Mentre i Blog nella loro forma originaria vengono usati per comunicare impressioni, sensazioni e opinioni di una persona o di una comunità d’interessi, i “Corporate Blogs” pubblicano notizie e informazioni inerenti un’azienda, un    distretto industriale o un progetto destinato al relativo mercato di riferimento.

Qual è la grossa scommessa di questo nuovo tipo di comunicazione?
Fare un Corporate Blog che funzioni davvero, non è semplice; sono molte le problematiche da risolvere e non basta di per sé installare un software Open Source sul proprio Web server per ottenere i risultati sperati. Innanzitutto il Corporate Blog dev’essere attraente e ben ritagliato sull’immagine coordinata dell’azienda o dell’ente che lo utilizza, ridisegnato sulle esigenze dell’utenza tipica a cui è rivolto e, più che essere sempre aggiornato, deve necessariamente essere “vissuto” dalla comunità che in fin dei conti è il vero protagonista.

Quanto potrebbe incidere nei prossimi mesi il fenomeno dei Corporate Blogs su un trend attuale caratterizzato da una certa stasi della Net Economy?
Siamo pienamente convinti che il Corporate Blog possa essere di grandissimo aiuto, anzi addirittura decisivo al fine di smuovere le acque un po’ intorpidite della Net Economy. La prima ondata di questo fenomeno ha dato voce soltanto a coloro che avevano i mezzi economici per costruire e dare visibilità ai grandi portali, di per sé poco interattivi con l’utenza. Oggi con l’Open Source e mezzi ormai altamente sofisticati, quali i Blog di ultima generazione, non c’è bisogno di grossi investimenti per iniziare un’attività seria di comunicazione su Internet: questo non potrà che aiutare il mercato a trovare nuove strade di sbocco.

Bene, detto questo, è facile capire quanto le grosse aziende si siano mosse con largo anticipo rispetto alla PMI nell’investire su Corporate Blog che avesso in primis la funzione di avvicinarsi al cliente e monitorare conversazioni, avendone la possibilità diretta di controbatterle o reindirizzarle. Questa politica è stata apprezzatta in larga scala, anche se purtroppo come spesso succede, in Italia il grande entusiasmo che ha accompagnato la nascita di diversi corporate blog, come ad esempio quello di Mandarina Duck, Siemens, Ducati è pian piano scemato, tanto è vero che i primi due sono stati abbandonati dopo nemmeno due anni dalla loro nascita. Nelle piccole medie impresa, scusate il gioco di parole, è un impresa far cogliere ai titolari o a chi ha poter decisionale l’importanza di aver un corporate blog. E’ difficile far cogliere l’importanza di aver informazioni “live” sull’evoluzione dell’azienda, dei suoi show case, dei propri approfondimenti. Il corporate blogging per le PMI diventa una strategie alternativa di marketing che unisce due fondamentali componenti:

  • SEO: search engine optimization. Infatti l’aumentare di conversazioni, articoli ed approfondimenti sul campo d’interesse dell’azienda non fà altro che aumentarne la visibilità nei motori di ricerca.
  • SOCIAL MEDIA MARKETING:  l’aumentare delle conversazioni aumenta la capacità di passa parola inerente ai propri prodotti o servizi.

La realizzazione di un corporate blog ha un costo per la PMI molto al di sotto di quello che le grandi company hanno dovuto affrontare in questi anni, dove per un blog in wordpress giravano cifre intorno ai 10/20 mila Euro solo per la realizzazione grafica e strutturale, più mantenimenti di diverse miliaia di euro al mese per una vera e propria redazione composta da copywriter, sistemisti, grafici. Per una PMI i costi sono nettamente minori, se la realizzazione del blog in wordpress si può aggirare su cifre che difficilmente superano i 2.000 euro, il costo mensile per redarre articoli e gestire le conversazioni si può aggirare sulle diverse centinaia di euro, per poi andare a superare i 1000 euro solo in caso di richiesta di molti articoli da redarre.

Approfondiremo ancora meglio l’argomento riportando alcuni casi di successo al più presto. Vi lascio con un video dove vengono spiegate 10 buone ragioni per avere un corporate blog:

Friendfeed come strumento di comunicazione globale

A volte anche i più attenti arrivano in ritardo. Io su Friendfeed non ho visto con la dovuta prospettiva il prodotto e perciò mi sono ritrovato solo ora ad aver creato il profilo. Mi iscrivo, pochi passaggi e sono già dentro al mio profilo, friendfeed.com/fabiocanovi qui posso configurare che feed rappresentare nella mia “bacheca virtuale”. E così posso inserire lo status,  le note ed i link di Facebook, i miei link preferiti di Delicious, i feed rss del mio blog www.fabiocanovi.it e di quello multiautore per cui scrivo www.thewisegang.org e infine i vari post del mio profilo di twitter. Scelgo per categorie (amici, professione etc…) che contatti aggiungere, quali ritengo importante seguire sull’home page e quali solo nelle sottocategorie. Ben presto mi accorgo che molti dei miei colleghi lo usano, e che tanti altri esperti di settore che regolamente seguo su twitter siano già presenti su Friend Feed e diano molte più informazioni tramite questa piattaforma. Sono davvero contento di essere entrato nel mondo di Friend Feed, ed in parte devo ringraziare l’articolo letto su Wired lo scorso mese. Questo è tutto, presto scriverò qualcosa sul “WEB SQUARED”…