La reputazione ai tempi del web
settembre 3rd, 2009 @ admin // Non ci sono commenti
” Ciao, stasera andiamo a fuori a cena? ”
” Si dai mi va, però vorrei andare in un posto nuovo…qualcosa di diverso dal solito. ”
” Ok, facciamo così, guardo su Due Spaghi qualche locale con buone recensioni qui su in montagna ”
Questa discussione fa parte della vita reale di ognuno di noi. Potere al giudizio dei clienti. Uno studio di ricerca sostiene che il 28 % dei risultati di Google su brand, prodotti o servizi sia frutto di user generetad content (contenuti generati dagli utenti), proprio per questo tutto e tutti nei tempi del web sono sotto la critica, fredda e a volte cinica mira dei clienti. Un prodotto od un servizio scadente, trova nella rete un eco di risonanza catastrofico che urla ” Era meglio se non facevi pubblicità “. E sì, perchè ora fare pubblicità implica avere dei feedback, e non più solo dei dati di aumento delle vendite post spot telivisivo, ma dei veri e propri riscontri bottom-up da parte dei clienti che comprano, recensiscono, si informano. Questo meccanismo genera un vortice virtuale per il quale un ampia percentuale di persone interessate all’acquisto di un bene si informano prima su internet. Cercano recensioni, confronti, commenti, voti, tutto ciò che può avvicinarti o allontanarti dall’acquisto. In un paese come l’Italia, dove il turismo è un businness a 9 zeri, questo meccanismo si ripiega in maniera magistrale su tutto ciò che è ristorazione e ricettività. Hotel, ristoranti, bed & breakfasr che hanno visibilità nella rete sono ampiamente recensiti, votati e commentati. La comunità di internauti crea una sorta di conoscienza (e coscienza) comune, autalimentata vorticosamente da tutti i partecipanti ” al banchetto “.
Ma non solo prodotti e servizi vengono recensiti ed assumono una propria reputazione online, bensì questo fenomeno, sopratutto in quest’ultimo anno ai tempi del social networking, si è ripiegato anche sulle persone. Ognuno di noi ha una storia ed una reputazione ben tracciata online a cui facilmente chiunque ha accesso.
Uno studio condotto dall’ente di ricerca marketing dell’Università del Masacchuset dice che il 53% degli americani adulti usano i motori di ricerca per trovare informazioni su altre persone, il 77% delle persone che lavorano nel recruitment risorse umane cerca notizie sui motori di ricerca riguardanti i possibili candidati, il 26% delle persone che lavorano negli uffici di ammissione dei college ricercano informazioni sui candidati nei motori di ricerca.
Quali opportunità di businness possono scaturire da questo evolversi della situazione?
In America, notoriamente diversi anni avanti rispetto a noi, dall’altra parte dell’oceano, precisamente in California, un giovane laureato della facoltà di Legge di Harvard ha messo su un business alquanto curioso, quello della difesa della reputazione online. La larga diffusione di blog su scala mondiale ha fatto sì che spesso e volentieri società operanti a diversi livelli nella blogosfera offrano come servizio il monitoraggio della conversazione online di aziende e dei loro prodotti, ma il servizio offerto da Reputation Defender ha la particolarita invecedi rivolgersi essenzialmente ai singoli individui. Può accadere a tutti che sul web siano presenti contenuti diffamatori, falsi o comunque in grado di danneggiare potenzialmente la nostra reputazione. Questo perchè generalmente il web ha un’ottima memoria e tutto ciò che viene scritto rimane nel tempo a disposizione di chiunque, è a questo punto che entra in gioco Reputation Defender, che ad un costo piuttosto contenuto si occupa di provvedere alla rimozione di quanto lesivo della privacy o della reputazione di un qualsivoglia individuo Per stessa ammissione di ReputationDefender, alcuni contenuti difficilmente potranno essere rimossi, come ad esempio nel caso di articoli di giornali. La ricerca di informazioni sulla singola persona fisica non sembra essere limitata all’inglese, ma piuttosto estesa a diverse lingue tra le quali l’italiano.
L’idea è senza dubbia particolare, direi geniale sotto certi aspetti. Ma ciò che mi chiedo è: ” è replicabile in Italia? “. Senza ombra dubbio, oggi come oggi no. Ma la si potrebbe modulare ad hoc per la situazione italiana, ad esempio per il settore turistico e ricettivo…Forse ho già scritto troppo, meglio correre a lavorarci sopra, l’idea c’è. Il mercato pure… Andiamo a vedere se è pronto…
Category : Blog &Social media marketing
