Cittadini, PAL web 2.0: partecipazione come parola chiave
L’uso dell’ICT (information, communication technology), a sostegno della partecipazione dei cittadini alla vita delle istituzioni (e-democracy), è un campo di applicazione delle nuove tecnologie ancora poco sviluppato, ma sul quale negli ultimi anni è fortemente cresciuto l’interesse tanto dei governi nazionali e degli organismi internazionali, quanto delle comunità locali.
Questo versante di sperimentazione, in Italia, è stato sostenuto principalmente dagli sforzi di alcuni pionieri, amministrazioni locali e associazioni di cittadini.
Oggi la promozione dell’e-democracy è un elemento qualificante delle politiche nazionali per l’e-government, in linea con gli sviluppi europei; costituisce un’occasione preziosa per accrescere la centralità del tema nell’agenda pubblica, focalizzare e dare slancio all’iniziativa locale.
Su questo terreno si possono incontrare due parallele spinte innovative:
- da un lato, la necessità di un adattamento del modo di operare delle istituzioni democratiche nel nuovo contesto sociale, con un maggior coinvolgimento dei cittadini nei processi decisionali;
- dall’altro, le opportunità offerte dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione per mantenere aperto un dialogo costante con i cittadini.
In un rapporto OCSE del 2001, ancora attuale per quanto riguarda i concetti chiave, erano stati individuati tre livelli di coinvolgimento, in un certo senso “evolutivi”, dei cittadini:
- Informazione: una relazione one-way, in cui il governo pubblica e rilascia contenuti e i cittadini ne usufruiscono “passivamente”.
- Consultazione: in questo caso la relazione è “two-ways”: i cittadini sono in grado di rispondere con un “feedback” alla pubblicazione dei documenti, esprimendo opinioni e richieste esplicite.
- Partecipazione attiva: in questo contesto i cittadini la relazione è di diretta collaborazione con il governo, in modo che i cittadini possano esere coinvolti attivamente nel processo decisionale proponendo soluzioni o avviando discussioni e dibattiti.
E’ proprio su questo ultimo piano che le pubbliche amministrazioni dovranno fondare i loro progetti 2.0, garantendo la massima trasparenza e comunicazione tra cittadini e autorità locali.