Archive del 23 marzo 2009

NY NY

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Due righe per esprimere le prime impressioni nella grande mela. Prendo la metropolitana. Linea 1. South Town. Scendo alla 42th. Fermata Times Square. C’è tanta gente, ognuno è immerso nei propri pensieri. La metropolitana ha un non so che di retrò, sembra che qua sotto non si arrivato il XXI secolo. Prendo le scale. Esco. Una marea di persone che camminano, io in mezzo. Mi guardo in torno, luci, suoni, voci confuse. Non ho il tempo di capire, devo seguire la folla. Devo inserirmi nello sciame di persone. Vado, credo che penserò mentre cammino dove sono, e dove andrò. Anche questa è l’america.

Arizona tour…il tutto nel nulla

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Rent a car all’aereoporto di Las Vegas. Ford 12 posti. 7 ragazzi e si parte alla volta del Grand Canyon. Incomincia il viaggio…dopo qualche minuto usciamo da Sin City e ci ritroviamo all’hoover dam, una delle dighe più alte del mondo. La cosa più incredibile, è la nuova highway che stanno costruendo affianco alla strada statale. In mezzo la conca della diga, vediamo due blocchi di un ponte a penzoloni…una cosa incredibile. Alla faccia dell’ingegneria estrema. Ci allontaniamo dalla diga e ci ritroviamo nel nulla. Un nulla che sale pian piano oltre i duemila metri sul livello del mare. Ed ecco la neve a bordo della strada…I borghi si alternano ogni 50/100 miglia di distanza. Solita routine, un benzinaio, un mac donald, un wendie, qaulche altra catena e poco altro…This is USA. Ci alterniamo alla guida, il tempo passa, e vogliamo essere per il tramonto nel south rim del Grand Canyon…il sole si sta abbassando…e proprio sul più bello arriviamo…ma il tramonto è sull’altra sponda…accidenti. In ogni modo lo shock è forte, il Grand Canyon è davvero Grand…sembra disegnato. Ma questo è solo l’inziio…la mattina dopo ci svegliamo a vedere l’alba…freddo incredibile, tante persone, e al primo raggio…ohohohohohoho…colpo di scena…il dipinto si illumina. Il grand Canyon…Grand Canyon

Continuando il viaggio e ci dirigiamo verso il delirio degli State. Page ARIZONA. Un paese immerso nel deserto rosso dell’Arizona, qualche fast food (che chiude presto, mai dopo le nove) un po di catene di motel, e due chicche di natura: ANTELOPE CANYON e HORSEHOE del GLAM CANYON.
Il secondo ce lo prendiamo al tramonto, una camminata di 20 minuti sulla sabbia rossa, e poi arriviamo al vertice di una collina. E lo spettacolo è questo…Horsehoe.
Ci fermiamo ad ammirare codesta regalità finche non scende la sera su di noi. Un minuto di silenzio. Un respiro profondo…e via. Via verso Danny’s, unico posto aperto dove farsi una steak, bersi una coke (la birra oltre le 18 non la servivano) e andare a dormire preparandosi per l’Antelope.
Mattina seguente Antelope. Non credo serva descriverlo a parole, ne descrivere l’emozioni che regala. Eccolo:
Antelope CanyonAntelope CanyonAntelope Canyon

Funambol e siliconvalleyitalia

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Inutile presentarvi Funambol e Fabrizio Capobianco, vi basterà leggere il numero inaugurale di Wired Italia, e troverete tutte le informazioni sulla sua storia e su quello che sta facendo da diversi anni in Silicon Valley. Mi concentro più approfonditamente sulla disponibilità che questa persona ha dimostrato nei nostri confronti. Davvero un grande. Fabrizio, vestito in tipico stile valtellinese, ci accoglie con tanto di gadget e pasticcini in una delle tante zone di uffici nell’entroterra della south bay di San Francisco.
Ci raccontiamo un poco per presentarci, poi la parola passa a Fabrizio, che ci narra la sua storia di imprenditore, nato in valtellina, ed emigrato con moglie in California. Da qui un insieme di esperienze che lo portano a creare Funambol, alternativa opensource multipiattaforma a Blackberry. L’idea è senza dubbio fantastica, creare comunità di sviluppo opersource che lavorano per la compatibilità del prodotto su tutte le piattaforme mobile, mantenendo l’R&D completamente in Italia. Il suo progetto, che parte da Funambol vuole arrivare molto oltre. Il suo obiettivo è quello di creare una Silicon Valley in Italia; proprio per questo nasce la palestra per talenti di Funambol, chiamata Gymnasium, a cui partecipano i vari progetti di scambio italia – silicon valley, come ad esempio Fullbright (programma per giovani laureati sotto i 35 che vogliono fare 4 mesi di studi su businness administration all’università di Santa Clara per poi concludere il corso in una internship in una company della silicon valley), e mind the bridge, una bellissimo business plan competition sulla IC innovation technology.
Il risultato di tutto questo è il portale Silicon Valley Italia che raccoglie tutte le iniziative della palestra del buon Capobianco. Vi consiglio vivamente di seguire ogni articolo con attenzione, ci sono moltissimi spunti di prendere.
Think big. Perchè l’ottimismo è contagioso.

Your truman show…ma sopratutto Matteo Fabiano

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Ultima mattina, ci dirigiamo verso Your truman show, una inc. dove Matteo Fabiano, senior del settore, con anni di esperienza in silicon valley, ci attende per spiegarci un po la sua storia e le opportunità per il futuro nel settore ICT.
Colpo di scena, arriviamo nel edificio indicato, e la sede di Your Truman show è vuota…Subito ci informiamo e veniamo ridiretti in una zona centrale della city, in Financial Discrict. L’edificio è fantastica, ma arrivati in ufficio rimaniamo ancor più stupiti…l’ufficio con vetrata, da sul Bay bridge e sulla gola d’acqua che divide San Francisco dall’entroterra. Fantastico… Matteo Fabiano, sulla 40ina, sembra persona che ne sa, e si dimostra subito informale. Ci presenta la sua attività di studio legale, con il quale aiuta Italiani a prendere i vari visti disponibili e ad aprire le attività in California…Ma questo non è il fulcro dell’incotro. Infatti ci racconta la sua esperienza con yourtrumanshow, appena conclusa, dove ha portato avanti questa affascinante company, ove il core businness è il trovare advertising per video, attraverso un complesso algoritmo di analisi dei tag legati ai video che ora non mi dilungherò a spiegare.
Anche lui ci ha confermato che ora le cose sono ferme anche qui in Silicon Valley, le assunzioni sono bloccate, e la crisi si fa sentire. In ogni modo ci dice che l’importante è esserci…questo basta ad aprirsi le porte giuste per il futuro. Noi prendiamo nota, ed un pò perchè no cominciamo a sognare un futuro in California…

Intel inside…un colosso di idee

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Dopo una breve, e decisamente scarsa esperienza durata una scarsa oretta tra le 10 e le 11 da un gruppo di venture capital italio americani in silicon valley chiamato NOVENTI ci siamo diretti verso la sede di INTEL per incontrare due senior nel campo del web 2.0. (scarsa sia in termine di contenuti, già visti e rivisti in Italia, che nella disponibilità, molto scarsa e limitata nel tempo…vero Guido?)

Intel foto di gruppo Cofimp

La presentazione dell’azienda, e dell’evoluzioni di INTEL verso il 2.0 è stata lunga, ma interessante. Chiaramente è stata una dimensione processor oriented del 2.0, ma al di là di questa deformazione professionale è stato molto interessante capire quanto loro siano dentro a questo cambiamento, quanto si stiano dando da fare promuovendo iniziative, e addirittura un loro laboratorio interno per l’innovazione. Chiaramente Intel è una realtà enorme, uno stato nello stato, internazionale, formato da un centinaio di miliaia di persone. Come Google, può essere vista come una scuola più che un’opportunità di carriera.
Nota: Molto carina è anche l’idea, che in realtà ci ha raccontato il buon Sarmenghi (consulenza Cofimp) di Intel per popolare tutto il mondo di pc e connettività; un idea che sta coinvolgendo innumerevoli partner per portare l’innovazioni anche nel cosidetto terzo mondo, in primis in Africa e nelle zone disagiate del sud America.