Archivio di marzo 2009
Let's go Celtics. Impariamo ad amare lo sport

Mancano dieci minuti all’inizio del match, la gente canta, balla. La telecamera gira da un inquadratura all’altra ed ogni volta solito ritornello, il fortunato di turno viene ripreso, se ne accorge, e parte la pazzia. Tutti provano a fare le più ignoranti ed impensate mosse stile Steven Stiffler in American Pie 3 quando sfida l’orso nel locale gay. Ogni mossa tutto lo stadio a caricare urla ed applausi. Incredibile. Poi le luci si spengo, tutto il pubblico si alza, e l’occhio di bue inquadra una ragazza di colore. Inno nazionale. Mano al cuore, brividi su tutto il corpo.
4 quarti di vero spettacolo, di gioco, di vita sociale. Ogni pausa qualcosa veniva fatto. Ragazze pon pon. Mini partita di bambini. Giochi per il pubblico. Sono stati paracudati gadget dei Celtics, canzoni da cantare.

Familie con bambini ed anziani, giovani pieni di birra ed entusiasmo, coppie, bianchi, neri, orientali, ebrei. Tutti sotto uno stesso tetto ad urlare: LET’S GO CELTICS. Lezione di vita per la nostra Italia. Lezione di globalità. Lezione di sport.
New York New York: if I can make it there, I’d make it anywhere
Un mondo differenze racchiuso in una città.
Subway's rule
A questo punto il dubbio sorge. E se lasciassi due posti liberi tra me e la persona più strana del vagone. Parte la sfida…Mi siedo.Andiamo avanti qualche minuto. Le porte si aprono, entrano alcune persone. Due orientali, decisamente dei turisti, una big mama con due figli tra le mani. Un musicista che sembra dell’est europa. Rullo di tamburi…sceglieranno me, o il personaggio della carrozza…Un breve tentenno da parte del musicista, gli altri trovano posti liberi nella parte opposta della carrozza. Il musicista si guarda intorno. Rimane in piedi. Ne gioia ne castigo, ne per me turisti, che per lo strano della carrozza. Qui a New York nessuno è strano, nessuno è normale.
NY NY
Arizona tour…il tutto nel nulla
Continuando il viaggio e ci dirigiamo verso il delirio degli State. Page ARIZONA. Un paese immerso nel deserto rosso dell’Arizona, qualche fast food (che chiude presto, mai dopo le nove) un po di catene di motel, e due chicche di natura: ANTELOPE CANYON e HORSEHOE del GLAM CANYON.
Il secondo ce lo prendiamo al tramonto, una camminata di 20 minuti sulla sabbia rossa, e poi arriviamo al vertice di una collina. E lo spettacolo è questo…
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Ci fermiamo ad ammirare codesta regalità finche non scende la sera su di noi. Un minuto di silenzio. Un respiro profondo…e via. Via verso Danny’s, unico posto aperto dove farsi una steak, bersi una coke (la birra oltre le 18 non la servivano) e andare a dormire preparandosi per l’Antelope.
Mattina seguente Antelope. Non credo serva descriverlo a parole, ne descrivere l’emozioni che regala. Eccolo:



Funambol e siliconvalleyitalia
Ci raccontiamo un poco per presentarci, poi la parola passa a Fabrizio, che ci narra la sua storia di imprenditore, nato in valtellina, ed emigrato con moglie in California. Da qui un insieme di esperienze che lo portano a creare Funambol, alternativa opensource multipiattaforma a Blackberry. L’idea è senza dubbio fantastica, creare comunità di sviluppo opersource che lavorano per la compatibilità del prodotto su tutte le piattaforme mobile, mantenendo l’R&D completamente in Italia. Il suo progetto, che parte da Funambol vuole arrivare molto oltre. Il suo obiettivo è quello di creare una Silicon Valley in Italia; proprio per questo nasce la palestra per talenti di Funambol, chiamata Gymnasium, a cui partecipano i vari progetti di scambio italia – silicon valley, come ad esempio Fullbright (programma per giovani laureati sotto i 35 che vogliono fare 4 mesi di studi su businness administration all’università di Santa Clara per poi concludere il corso in una internship in una company della silicon valley), e mind the bridge, una bellissimo business plan competition sulla IC innovation technology.
Il risultato di tutto questo è il portale Silicon Valley Italia che raccoglie tutte le iniziative della palestra del buon Capobianco. Vi consiglio vivamente di seguire ogni articolo con attenzione, ci sono moltissimi spunti di prendere.
Think big. Perchè l’ottimismo è contagioso.
Your truman show…ma sopratutto Matteo Fabiano
Colpo di scena, arriviamo nel edificio indicato, e la sede di Your Truman show è vuota…Subito ci informiamo e veniamo ridiretti in una zona centrale della city, in Financial Discrict. L’edificio è fantastica, ma arrivati in ufficio rimaniamo ancor più stupiti…l’ufficio con vetrata, da sul Bay bridge e sulla gola d’acqua che divide San Francisco dall’entroterra. Fantastico… Matteo Fabiano, sulla 40ina, sembra persona che ne sa, e si dimostra subito informale. Ci presenta la sua attività di studio legale, con il quale aiuta Italiani a prendere i vari visti disponibili e ad aprire le attività in California…Ma questo non è il fulcro dell’incotro. Infatti ci racconta la sua esperienza con yourtrumanshow, appena conclusa, dove ha portato avanti questa affascinante company, ove il core businness è il trovare advertising per video, attraverso un complesso algoritmo di analisi dei tag legati ai video che ora non mi dilungherò a spiegare.
Anche lui ci ha confermato che ora le cose sono ferme anche qui in Silicon Valley, le assunzioni sono bloccate, e la crisi si fa sentire. In ogni modo ci dice che l’importante è esserci…questo basta ad aprirsi le porte giuste per il futuro. Noi prendiamo nota, ed un pò perchè no cominciamo a sognare un futuro in California…
Intel inside…un colosso di idee

La presentazione dell’azienda, e dell’evoluzioni di INTEL verso il 2.0 è stata lunga, ma interessante. Chiaramente è stata una dimensione processor oriented del 2.0, ma al di là di questa deformazione professionale è stato molto interessante capire quanto loro siano dentro a questo cambiamento, quanto si stiano dando da fare promuovendo iniziative, e addirittura un loro laboratorio interno per l’innovazione. Chiaramente Intel è una realtà enorme, uno stato nello stato, internazionale, formato da un centinaio di miliaia di persone. Come Google, può essere vista come una scuola più che un’opportunità di carriera.
Nota: Molto carina è anche l’idea, che in realtà ci ha raccontato il buon Sarmenghi (consulenza Cofimp) di Intel per popolare tutto il mondo di pc e connettività; un idea che sta coinvolgendo innumerevoli partner per portare l’innovazioni anche nel cosidetto terzo mondo, in primis in Africa e nelle zone disagiate del sud America.
Next space in Santa Cruz: Co-work o molto di più?
. Per concludere vi lascio l’immagine di una lavagna vista li negli uffici…molto carina…
Università (Convento) di Santa Clara

Un università avvolta dal verde e da un quanto mai penetrabile silenzio. Gli stabili sembrano un convento dismesso e rimesso a nuovo da poco. Nel tardo pomeriggio abbiamo vissuto la proclamazione dei ragazzi italiani del Fullbright (scambio italia / america con internship all’interno di aziende della silicon valley). Della decina di progetti presentati, in realtà ben pochi erano riguardanti il settore ICT, ma in ogni modo nel post proclamazione abbiamo fatto interessanti conoscenze con i ragazzi del programma. Ancora più interessante è stato intuire quanto possa essere formante un programma come il fullbright, che cade a pennello per background tecnici che vogliano fare impresa e acquisire conoscenze di businness administrator. Inoltre i ragazzi ci hanno trasmesso le profonde diversità della cultura professionale californiana rispetto a quella italiana. Qui ci si scambia opinioni per davvero, in maniera aperta e condivisa. Nessuno ha paura di esprimersi, e nessuno si nasconde, anzi, le proprie idee le si mettono in piazza, per trovare partnership, e soprautto contatti utili. Chiave fondamentale è il network. Crearsi un network = crearsi possibilità.
La visita successiva all’università ci ha mostrato un realtà davvero all’avanguardia in tutto per tutto, ma umanamente mi ha trasmesso una tristezza, che più che in California sembrava di essere ad Anzola nell’Emilia, senza nulla togliere a codesta località…