La semplicitá é il futuro del web
Anni ed anni a cercare di inserire nuove funzionalità,interfaccie sempre piú complicate per rendere i prodotti ed i servizi web sempre più completi e raffinati ed il risultato sono una serie di complessi ed inusabili surrogati di utility web che sono disegnate da ingegneri per…ingegneri…non a misura di utente. Come diceva Asimov “siamo tutti vittime della pervesità innata degli oggetti inaminati”. Ogni oggetto ha una valenza culturale e simbolica ed ha una dimensione psicologica che lo caratterizza. Si perché ogni oggetto e perciò anche ogni interfaccia é contraddistinto da una componente psicologica che lo può rendere più o meno user friendly (usabile). Non bisogna avere una laurea in ingegneria per utilizzare un servizio offerto via web. Una buona interfaccia deve essere comprensibile ed usabile, una buona interfaccia deve essere incentrata sull’utente, perciò deve partire dall’analisi delle dinamiche del pensiero conscio ed inconscio che contraddistingue l’utente. Esso può contraddistinguersi attraverso la conoscenza pregressa, ma anche alla conoscenza del mondo che ci circonda e dee sue dinamiche. Può essere contraddistinto anche da una serie di vincoli di uso quotidiano, dalla visibilità di feedback e perché no anche dall’errore. La sfida del designer del post crisi è di semplificare le interfacce portandole all’essenza, alla praticità, alla semplicità. È l’unica via per portare Internet a portata di tutti, eliminare un digital divide comprensivo portando ogni prodotto e servizio web a prova di bambino. Per approfondire questo argomento vi consiglio di dare una letta al datato ma sempre attuale (é questo ci fa sempre piú capire che la tecnologia é sempre più una commodities) libro “la caffettiera del masochista” di Donald A. Norman.
Social media ROI video
Consiglio la visione a tutte le persone che non credono alle potenzialità del web social media marketing.
Il web a Modena: tra tradizione ed innovazione
Quello che segue vuole essere un analisi di come un’attività innovativa, nel campo web, appena avviata possa tessere una rete di contatti e clienti nel tessuto produttivo di Modena.
Modena, nel dopoguerra ha conosciuto un periodo di slancio economico davvero importartante, nel quale il settore ceramico (nel comune di Sassuolo e zone limitrofe), il settore della maglieria (a Carpi) ed il settore chimico (a Mirandola e zone limitrofe) hanno avuto un espansione continua e esponenziale, a parte qualche saltuario periodo di crisi, sino a qualche hanno fa. Il tessuto produttivo modenese si è perciò pian piano, o forse troppo velocemente, riempito di tante piccole, medie e qualche grande realtà artigianale. Un tessuto che si è poi trasformato in un livello superficiale di aziende grandi che hanno dato la possibilità a tante altre aziende artigianali di spartirsi la torta dell’indotto ed accrescere in maniera continuativa il bilancio. Con la fine degli anni 90 sono cominciate a venire fuori le prime realtà informatiche a Modena, aziende che inizialmente offrivano i servizi più che altro accessori e per lo più legati alla logistica o alla gestione della piccola media impresa. L’evoluzione naturale, con l’evento del web, è stata dal 200o in avanti l’offerta sempre più pressante di siti web, servizi di hosting ed housing e gestione di mail. Da questo momento in poi, che è anche l’instante temporale nel quale in giovane età anche io mi sono affacciato nel panorama professionale del web a Modena, la nascita, morte, rinascita di aziende web a Modena sono diventate a dir poco esponenziali. Chiunque, apriva una azienda e gli bastava avere qualche conoscenza per fare successo e “produrre prodotti” web in maniera seriale. Tutto questo si è protratto sino a un anno fà, e le aziende continuavano a florire, i bisogni di web spicciolo pure, la specializzazione delle aziende invece no. Sempre più aziende, poco specializzate, che offrono gli stessi identici servizi nello stesso identico modo. Poi scoppia la bolla, arriva la crisi, il 90 % delle aziende informatiche si ritrovo senza più il mercato e senza aver investito su nuovi prodotti. Tutto ciò è figlio della politica imprenditoriale tipica a Modena, c’è il mercato, ci si sovradimensiona, si guadagna il più possibile, ci si compra la macchina grossa, la villa, e si investe zero o poco più sull’azienda. Poi arriva la globalizzazione, tutto cambia, ma nessuno se ne accorge o ci pensa, ed in un attimo si è fuori dai giochi. Ed ora vedo tante nostre aziende concorrenti nel campo web a Modena che stanno saltanto una dopo l’altra, che sopravvivono a forza di lavoretti, e che non hanno più ne competività ne innovazione da poter proporre. Pomodoro, azienda appena lanciata, figlia delle esperienze di Prodotti Multimediali e Engineering Group. Pomodoro investe il 50 % di tutti gli introiti nello sviluppo e la ricerca di nuovi prodotti e tecnologie, nell’ultimo anno questo a portato a infoltire una rete di contatti in giro per tutto il Mondo molto interessanti: sono nate partnership e nuovi prodotti che trovano spazio non più solo sul mercato web modenese ma a livello nazionale ed alcuni casi nel mercato globale. Il web si sta trasformando, anche a Modena le esigenze cambiano, spesso le aziende non sono ancora pronti a percepire il cambiamento o a capire l’importanza di porsi nel web a Modena in maniera diversa ed è proprio per questo che ci si deve porre non più solo come commerciali o tecnici ma, come in un tuffo nel passato, come evangelizzatori. Il web può portare tanti benefici alle aziende del tessuto produttivo modenese, può creare nuovi mercati, offrire nuovi servizi, dare più visibilità. Il web a Modena, conta da poche settimane di una piccola, innovativa realtà. Da questa sarebbe bello creare una rete di aziende innovative, che possano condividere esperienze, conoscenza, e capacità commerciali.
a presto. F.
Logo per una start-up 2.0? Lo si fa in maniera 2.0
Qualche settimana fa il giro di boa, vento nuovo porta l’autunno, e fuori stagione nasce un Pomodoro. Modena è terreno fertile per l’innovazione e www.pomodoro.us vuole esserne precursore. Un nuovo marchio, nuovi businness model, nuovi interpreti: il campo è il web, l’evoluzione è il web 2.0 o ancora meglio il più attuale web squared.
Ebbene, la prima scelta, avendo le risorse umane, la strategia aziendale, i business models e un sito web già online non rimanere che trovare un marchio. La scelta del nome è stata partorita essenzialmente dagli sbagli fatti in passato, abbiamo fatto parte di “Prodotti Multimediali” e di “Engineering Group”, i due marchi non sono mai stati particolarmente “significativi” ne sono mai stati “forti” dal punto di vista comunicativo. Perciò è stato scelto Pomodoro, un associazione inusuale, tra il made in italy, la nostra storia, e l’innovazione. A questo punto abbiamo scelto di “disegnare” il nostro logo in maniera innovativa, proprio per dare un impronta sin dall’inizio di come vogliamo muoverci.
A questo proposito abbiamo trovato un portale davvero interessante, che da la possibilità di indire dei concorsi a budget per la realizzazione di lavorazioni grafica: template di siti, icone, loghi, coordinati, business card. 99designs.com è davvero semplice: ti registri, scegli il tipo di servizio che ti occorre, nel nostro caso il logo, un budget (che parte da $ 100,00) e poi scrivi un breve brief con caratteristiche del logo, target di utilizzo ed altre informazioni. Il concorso dura una settimana, le risorse che intervengono e partecipano sono tante, e chiaramente più il budget è alto più le risorse migliori si precipitano a partecipare. In una settimana noi abbiamo avuto più di 100 proposte.
Ecco la pagina del nostro concorso:
http://99designs.com/contests/30481
a fine concorso abbiamo optato per uno dei loghi proposti. Con un budget contenuto abbiamo ottenuto un bel logo, tante proposte, un nuovo fornitore e una bella esperienza di business fuori Italia. $ 200 dollare di budget, $ 150 al vincitore (un Cingalese), 50 $ al portale.
Alla prossima.
Pomodoro: nuova start-up al quadrato
Finalmente online: www.pomodoro.us: UNCONVETIONAL WEB BUSINESS. Una nuova start-up, una nuova concezione di fare business nel mondo web.
L’era del “ti facciamo il sito noi” è finita. Ora offriamo applicazioni web in pure stile 2.0, ti offriamo visibilità, ti offriamo di utilizzare al meglio questo nuovo mercato, che non ha confini, ne tempi, ne modi: il web.
Pomodoro nasce dagli errori delle nostre storie ed attività precedenti, Prodotti Multimediali e Engineering Group, due aziende nate in piena era 1.0 che si sono evolute ed hanno trovato una matrice comune: l’innovazione. Partiamo dall’idea di rivoluzionare le nostre attività in un momento in cui tutto sta cambiando, figli della crisi, cavalchiamo le opportunità che si presentano. Aziende che hanno il mercato, non hanno più i prodotti e spesso sovradimensionate in termini di risorse umane, non hanno nemmeno le competenze per rinnovarsi. Noi invece nasciamo come azienda “digitale 2.0″ e possiamo permetterci di investire solo ed esclusivamente su prodotti snelli, con prospettiva, nuovi e che rispondono a bisogni attuali del mercato.
Le opportunità possono nascere dalle nicchie a cui un prodotto o un servizio web possa aprire nuove porte, nuove opportunità.
Presto sveleremo i nostri assi nella manica, diversi prodotti usciranno a breve e presto renderemo pubblica la partecipazione di Pomodoro ad un consorzio che raggrupperà imprese, prodotti, servizi, risorse, know how 2.0.
A presto. F.
Dal web 2.0 al web squared…web x web = web al quadrato
Quale è il futuro del web?
Web semantico?
Web 2.0?
Web sociale?
Web mobile?
Web live?
Internet delle cose?
Il futuro è tutto questo messo assieme… Il futuro è il web al quadrato. Web squared. Che cosa è il web al quadrato?
E’ immaginare un futuro migliore, dove la tecnologia diventa davvero un servizio attivo ed utile per tutti. Immaginiamoci un futuro diverso. Presto vi farò sapere che cosa ci stiamo immaginando noi.
Corporate blog: nuova strada per farsi conoscere?
Ne approfitto della recente opportunità di lavoro che si è creata sull’argomento per dare qualche delucidazione sui Corporate Blog e su come si può gestire al meglio il loro valore per la piccola media impresa.
Per i neofiti dell’argomento, un breve botta e risposta per chiarire le basi da cui partirò.
Cos’è il Corporate Blog?
La naturale evoluzione dei Weblog nel mondo delle aziende. Mentre i Blog nella loro forma originaria vengono usati per comunicare impressioni, sensazioni e opinioni di una persona o di una comunità d’interessi, i “Corporate Blogs” pubblicano notizie e informazioni inerenti un’azienda, un distretto industriale o un progetto destinato al relativo mercato di riferimento.
Qual è la grossa scommessa di questo nuovo tipo di comunicazione?
Fare un Corporate Blog che funzioni davvero, non è semplice; sono molte le problematiche da risolvere e non basta di per sé installare un software Open Source sul proprio Web server per ottenere i risultati sperati. Innanzitutto il Corporate Blog dev’essere attraente e ben ritagliato sull’immagine coordinata dell’azienda o dell’ente che lo utilizza, ridisegnato sulle esigenze dell’utenza tipica a cui è rivolto e, più che essere sempre aggiornato, deve necessariamente essere “vissuto” dalla comunità che in fin dei conti è il vero protagonista.
Quanto potrebbe incidere nei prossimi mesi il fenomeno dei Corporate Blogs su un trend attuale caratterizzato da una certa stasi della Net Economy?
Siamo pienamente convinti che il Corporate Blog possa essere di grandissimo aiuto, anzi addirittura decisivo al fine di smuovere le acque un po’ intorpidite della Net Economy. La prima ondata di questo fenomeno ha dato voce soltanto a coloro che avevano i mezzi economici per costruire e dare visibilità ai grandi portali, di per sé poco interattivi con l’utenza. Oggi con l’Open Source e mezzi ormai altamente sofisticati, quali i Blog di ultima generazione, non c’è bisogno di grossi investimenti per iniziare un’attività seria di comunicazione su Internet: questo non potrà che aiutare il mercato a trovare nuove strade di sbocco.
Bene, detto questo, è facile capire quanto le grosse aziende si siano mosse con largo anticipo rispetto alla PMI nell’investire su Corporate Blog che avesso in primis la funzione di avvicinarsi al cliente e monitorare conversazioni, avendone la possibilità diretta di controbatterle o reindirizzarle. Questa politica è stata apprezzatta in larga scala, anche se purtroppo come spesso succede, in Italia il grande entusiasmo che ha accompagnato la nascita di diversi corporate blog, come ad esempio quello di Mandarina Duck, Siemens, Ducati è pian piano scemato, tanto è vero che i primi due sono stati abbandonati dopo nemmeno due anni dalla loro nascita. Nelle piccole medie impresa, scusate il gioco di parole, è un impresa far cogliere ai titolari o a chi ha poter decisionale l’importanza di aver un corporate blog. E’ difficile far cogliere l’importanza di aver informazioni “live” sull’evoluzione dell’azienda, dei suoi show case, dei propri approfondimenti. Il corporate blogging per le PMI diventa una strategie alternativa di marketing che unisce due fondamentali componenti:
- SEO: search engine optimization. Infatti l’aumentare di conversazioni, articoli ed approfondimenti sul campo d’interesse dell’azienda non fà altro che aumentarne la visibilità nei motori di ricerca.
- SOCIAL MEDIA MARKETING: l’aumentare delle conversazioni aumenta la capacità di passa parola inerente ai propri prodotti o servizi.
La realizzazione di un corporate blog ha un costo per la PMI molto al di sotto di quello che le grandi company hanno dovuto affrontare in questi anni, dove per un blog in wordpress giravano cifre intorno ai 10/20 mila Euro solo per la realizzazione grafica e strutturale, più mantenimenti di diverse miliaia di euro al mese per una vera e propria redazione composta da copywriter, sistemisti, grafici. Per una PMI i costi sono nettamente minori, se la realizzazione del blog in wordpress si può aggirare su cifre che difficilmente superano i 2.000 euro, il costo mensile per redarre articoli e gestire le conversazioni si può aggirare sulle diverse centinaia di euro, per poi andare a superare i 1000 euro solo in caso di richiesta di molti articoli da redarre.
Approfondiremo ancora meglio l’argomento riportando alcuni casi di successo al più presto. Vi lascio con un video dove vengono spiegate 10 buone ragioni per avere un corporate blog:
Friendfeed come strumento di comunicazione globale
A volte anche i più attenti arrivano in ritardo. Io su Friendfeed non ho visto con la dovuta prospettiva il prodotto e perciò mi sono ritrovato solo ora ad aver creato il profilo. Mi iscrivo, pochi passaggi e sono già dentro al mio profilo, friendfeed.com/fabiocanovi qui posso configurare che feed rappresentare nella mia “bacheca virtuale”. E così posso inserire lo status, le note ed i link di Facebook, i miei link preferiti di Delicious, i feed rss del mio blog www.fabiocanovi.it e di quello multiautore per cui scrivo www.thewisegang.org e infine i vari post del mio profilo di twitter. Scelgo per categorie (amici, professione etc…) che contatti aggiungere, quali ritengo importante seguire sull’home page e quali solo nelle sottocategorie. Ben presto mi accorgo che molti dei miei colleghi lo usano, e che tanti altri esperti di settore che regolamente seguo su twitter siano già presenti su Friend Feed e diano molte più informazioni tramite questa piattaforma. Sono davvero contento di essere entrato nel mondo di Friend Feed, ed in parte devo ringraziare l’articolo letto su Wired lo scorso mese. Questo è tutto, presto scriverò qualcosa sul “WEB SQUARED”…